METTI UNA SERA A CENA… INCONTRO CON L’AZ. LAGEDER

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

giovedì 24 settembre

Giuseppe Marini

Sul finire dell’estate non potevamo perdere l’occasione per trascorrere una serata in compagnia dell’azienda altoatesina Alois LAGEDER e farci ospitare da uno dei locali più rinomati per la cucina tradizionale: la trattoria detta del BRUXABOSCHI. Un incontro intrigante, senza ombra di dubbio, tra realtà che non hanno bisogno di tante presentazioni per la rinomanza e l’importanza che le caratterizzano: applicando i principi del metodo biologico-dinamico, la Tenuta vinicola Alois Lageder coltiva in Alto Adige 55 ettari di vigneti di proprietà della famiglia. L’approccio olistico è alla base di tutta l’attività agricola, dei rapporti che legano l’azienda da molti anni coi numerosi partner viticoltori, e anche all’ambizione di diffondere la consapevolezza per un’agricoltura più naturale e sostenibile.

Fondata nel 1823 e giunta ormai alla sesta generazione, l’azienda spicca per la sua capacità di fondere tradizione e innovazione: “la qualità è sempre il risultato di molti dettagli, a volte anche minimi - ricorda Alois Lageder - e in tutte le fasi di lavorazione cerchiamo prima di tutto di trovare un’armonia fra tutti i fattori coinvolti, lavorando in sintonia con la natura”. Non è un caso che ogni vino riesca come pochi altri della regione a raccontare quelle che sono le caratteristiche sempre diverse del suo vigneto di origine - l’Alto Adige è infatti una terra estremamente ricca nella varietà dei suoli, nelle zone microclimatiche e nelle esposizioni, che quindi offre le condizioni ideali per produrre vini dalla spiccata individualità.

Le uve raccolte nei vigneti di proprietà della famiglia, tra Magrè, Cortaccia, Termeno e nella zona del lago di Caldaro, sono coltivati con metodi biologici e biodinamici certificati da Demeter. Non solo, oltre a gestire i vigneti di proprietà l’azienda collabora con un certo numero di viticoltori di fiducia che provengono da diverse zone dell’Alto Adige, vigneti che complessivamente si estendono per altri 110 ettari, di cui circa un quarto coltivato secondo i dettami della biodinamica.
È da questo straordinario contesto che nascono vini che incarnano la diversità dell’Alto Adige e diverse sono le linee di produzione: con i Vitigni Classici emergono al meglio la varietà del territorio. Le Composizioni nascono da un'unione di vari componenti che esaltano le differenze e peculiarità dei vigneti dai quali nascono. Con i Capolavori si ricerca l'eccellenza e la perfezione in ogni aspetto della viticoltura. Infine con la linea Comete si va oltre i confini del convenzionale per studiare e sperimentare i potenziali e le variabili del territorio e della viticultura.



Si è iniziato alle 20.30 con una degustazione “a sorpresa” di 11 vini scelti direttamente dall’azienda magistralmente presentati dal Sig. Michael Pichler, direttore commerciale dell’azienda, che ha illustrato il territorio, le varie tipologie di vini in produzione e soprattutto la filosofia aziendale e le nuove sperimentazioni, segni del fervore culturale e dello spirito innovativo che caratterizza Alois Lageder.

Sorpresa nella sorpresa sono stati gli assaggi dei prelievi di vasca dei futuri Gewurztraminer e il divertente gioco dell’assemblaggio delle varie vinificazioni per ottenere un unico vino, proprio come fanno gli enologi dell’azienda.

Si è proseguito con la cena col seguente menu: Fiori di zucchine ripieni di finferli, su salsa di cipolle rosse nostrane, ravioli alla genovese con il “Tucco” di una volta, Cima di coniglio al forno con patate e le verdure fritte del Bruxaboschi, Clafoutis di Fichi con Crumble di noci di Pecan e di Macadamia; piatti abbinati ad altri 3 vini.

Una serata evento non solo interessante, ma anche didattica, divertente e pure gourmand, come è tradizione della delegazione AIS di Genova; una bella occasione per trascorrere una piacevole serata, sempre nel rispetto e nell’attenzione delle regole che il periodo ci richiede.

Abbiamo degustato

2018 Gaun Chardonnay:

nasce su terreni dolomitici e vinificato in parte in acciaio, in parte botte grande e in parte in botte grande con contatto col grappolo intero, si esprime con note fruttate di mango e albicocca, tipicità e persistenza olfattiva. Elegante, in bocca colpisce la sapidità e la freschezza. Un vino prettamente territoriale.

2018 Forrà Manzoni Bianco:

una macerazione di 4-5- settimane, poi una lunga permanenza sui lieviti regala un colore giallo intenso, frutto e polpa di pera, mela cotogna e fine speziatura cui segue una lieve nota ossidata. Secco, caldo e sapido, di giovane struttura.

2017 Cason Bianco:

Blend di vitigni vari (Viognier, Petit Manseng e Marsenne), dopo la fermentazione spontanea viene assemblato parte in botte grande, parte in botte piccola. Si presenta con un limpido color giallo, note di frutta candita e pesca estiva, qualche accenno di tostatura e spezie dolci. Corpo ben strutturato, fine e persistente, piacevole sapidità e ottima freschezza.

Seguono 3 prelievi di vasca:

2019 Am Sand Gewurztraminer vinificazione classica:

Naso fruttato, erbaceo e aromatico, quasi una nota dolce. Pieno nel corpo, fresco e abbastanza sapido.

2019 Am Sand Gewurztraminer contatto breve:

Decisamente più erbaceo, polpa di pomodoro, note sulfuree, frutto della riduzione e della leggera volatile. Esprime la terra ed il sale del territorio e grazie alla spalla acida ha una sicura longevità.

2019 Am Sand Gewurztraminer contatto lungo:

Decisa la nota agrumata, in bocca è decisamente più grasso e fresco degli altri con una vena alcolica ben delineata e un accenno tannico. Grappolo intero e botte grande per 8 mesi.

2018 Am Sand Gewurztraminer:

Dal sapiente assemblaggio delle tre precedenti selezioni, nasce il Gew. Che l’azienda commercializza. Con la prima si ha l’apporto della struttura aromatica e varietale, della sapidità e della struttura con la seconda, mentre la terza fornisce la spalla acida della longevità.

Colore giallo intenso e luminoso, profumi intensi incentrati sulla frutta esotica, erbe mediterranee, spezie dolci e pietra focaia. Corpo pieno, caldo, deciso, che esprime freschezza e sapidità in un grande equilibrio e lunga persistenza.

XIV MIN:

Un progetto, dalla linea comete, un’anteprima assoluta. Un vino con base aromatica (da qui il suffisso MIN). Salvia e fiori bianchi, agrume e zenzero, accenno tannico che lo rende spigoloso e giovane in bocca, un’acidità che deve ancora contestualizzarsi e armonizzarsi nel vino. Stimola la curiosità per il suo futuro.


 

2018 Romigberg Schiava:

Rosso rubino con delicati riflessi purpurei, frutta rossa, more e fragoline di bosco al naso, gioviale e beverino al palato. Un vino d’incontro, immediatezza e piacevolezza.

XVIII LE LA:

LEggero Lagrein sono le iniziali di questo studio, ancora spigoloso e rustico, dalla grande speziatura e dai sentori di tabacco e cuoio e ritorni vegetali. Un salasso di mosto fiore per ottenere un vino giovane ma di prospettiva.

2016 Cason Rosso:

Tannat il vitigno, inusuale in Alto Adige ma che è stato sapientemente lavorato per ottenere un rosso d’eccellenza. Intense note fruttate e di humus, foglie e terra umida, tè e leggera affumicatura. Tannico, morbido e abbastanza sapido, è caldo, abbastanza equilibrato e abbastanza persistente e di buon corpo.

I 3 vini della cena

2019 Pinot bianco:

Giallo paglierino con tenui riflessi verdi. Al naso esprime un profumo fresco, floreale e delicato con note di frutta matura, di mela e di pesca. Al palato è equilibrato, armonico, dal corpo pieno ed elegante e dal retrogusto vivace e mediamente persistente.

2017 Mimuet Pinot Noir:

Affinamento per 12 mesi in barrique, acciaio e cemento che gli donano eleganza nei profumi e nel gusto. Le note speziate, di frutti di bosco e balsamiche trovano corrispondenza sia in bocca che al naso. Corpo vigoroso e ottima persistenza. Una delle migliori declinazioni del Pinot Nero Altoatesino.

2017 Conus Lagrein:

Intenso e strutturato ed elegante. Il rosso rubino ricorda le rocce delle Dolomiti accese dal sole che tramonta. Al naso susine, liquirizia e cacao passando per alcuni cenni speziati, floreali e note balsamiche. Giustamente fresco e particolarmente morbido, in bocca si esprime con potenza di che avvolge e insieme scalpita, lasciando una lunga persistenza finale.


 


 


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