ALTO ADIGE ARMONIA DI CONTRASTI

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

mercoledì 13 novembre

Giuseppe Marini

Terra di contrasti l’alto Adige collocato tra Austria e Svizzera, costretto tra valli scavate dall’Adige e Vette alpine, culla di cultura italica e germanica e dotato di grande varietà di suoli, climi e vigneti.

E’ un piccolo territorio, l’Alto Adige, uno dei più piccoli territori vinicoli italiani, ma sede di una grande varietà enologica e pedoclimatica: la viticultura qui si estende dai 250 metri del fondovalle sino a poco oltre i 1000 metri dei vigneti ai piedi dei massicci alpini.

Cinquemila viticoltori si dividono una superficie vitata di circa 5400 ettari, spalmati su un territorio con suoli, esposizioni e microclimi differenti.  La relativa siccità della regione e il clima continentale temperato fanno dell’Alto Adige una terra ideale per la viticoltura. La catena alpina protegge l’Alto Adige dai freddi venti del nord e l’orografia favorisce la risalita delle influenze mediterranee del sud, permettendo così quelle grandi escursioni termiche che sono uno degli ingredienti fondamentali, assieme alle esposizioni e alla giusta pendenza del terreno, per ottenere uve mature e ricche di aromi. L’alternanza di monti e valli e la differente altezza degli impianti viticoli si espande per le valli dell’alto Adige come un vero e proprio mosaico, consentendo ai vignaioli di coltivare con presupposti ideali oltre venti vitigni diversi.

Anche la composizione del terreno è multiforme, con caratteristiche che spesso cambiano da una tenuta all’altra. S’incontrano nelle valli porfidi vulcanici, rocce metamorfiche ricche di quarzi (graniti) e terreni dolomitici, mentre nei fondovalli scavati dal fiume Adige, sono presenti terreni detritici di derivazione morenica. Questa varietà pedologica ha permesso di individuare quali sono le zone di elezione per ogni vitigno, favorendone la crescita e lo sviluppo qualitativo ideale.

A illustrare questa terra dai molti contrasti e le peculiarità dei vini d’eccellenza qui prodotti, Pierluigi Gorgoni, giornalista, docente, sommelier e testimonial del Consorzio vini dell’Alto Adige.

Con lui è stato facile camminare attraverso la storia e la cultura enoica della regione e immaginare di calpestare le varie sottozone. Sette per l’esattezza sono le aree vitivinicole in cui è suddiviso il territorio dell’Alto Adige: 1) La bassa Atesina dove il Gewurztraminer e i vitigni a maturazione più tardiva come Cabernet Sauvignon, oltre al Pinot nero si esprimono al meglio, 2) L’Oltradige punteggiato di castelli e manieri dove la Schiava, il Merlot e il Pinot bianco maturano rigogliosi, 3) La conca torrida di Bolzano che è patria ideale per il Lagrein e il Santa Maddalena, la versione più nobile della Schiava, 4) la valle dell’Adige con i suoi suoli porfirici che sfidano la crescita e l’impianto della vite permettendo la maturazione di vini bianchi di lunga vita come Pinot Bianco e Sauvignon, 5) Merano coni suoi suoli più sabbiosi dove si ambientano a meraviglia Pinot nero e Merlot, Pinot Bianco e Sauvignon, 6) la Valle Isarco, zona di limiti fisici e climatici per la vite che regala Sylvaner e Muller Thurgau minerali e di pregio internazionale e Riesling dall’acidità stimolante, 7) la Val Venosta, paradiso della mela e dei raffinati Riesling e Pinot Bianchi che sui magri terreni sabbiosi si sono rivelati una carta vincente per la viticoltura della zona.

Il percorso ideale che il piacevole racconto di Gorgone ci ha fatto fare, dimostra che l’Alto Adige è la patria di vini bianchi freschi e minerali e di rossi eleganti e fruttati. I vini dell’Alto Adige rispecchiano la limpidezza e la freschezza del paesaggio, caratterizzato da un gioco di alternanza climatica e di suoli, confermandone la vocazione di terra d’armonia di contrasti.



Baron Di Pauli Sauvignon Kinesis 2018: Giallo paglierino vivace con intense note di frutta a pasta bianca, fiori di sambuco e sottili essenze agrumate. In bocca continua il gioco, elegante e raffinato, tra tensione sapida e freschezza e calore alcolico, prende possesso della bocca con decisione e importanza senza aggressività. Finale lungo, vibrante ed equilibrato.

Bergkellerei Passeir Sauvignon 2017: Delicato e soave nel movimento nel bicchiere e nelle fini sensazioni di mandarino, cedro e kumquat. Si allarga orizzontalmente in bocca, morbido, quasi cremoso, di grande ampiezza e flessuosi ritorni sapidi. Finale amaricante appena accennato, succoso e persistente.

Josef Weger Gewurztraminer Maso delle rose 2018: Da subito petali di rosa, ricordi vanigliati ed erbe balsamiche poi frutta gialla paradigmatica. Generoso ed esuberante, sviluppa nel retronasale sentori di lavanda. In bocca è gioiosamente costruito sul contrasto tra note dolci e alternanze amaricanti, caldo, fine, giustamente equilibrato e abbastanza armonico.

Cantina Terlano Gewurztraminer Lunare 2017: Giallo paglierino, lucente e saturo, si esprime all’olfatto con note minerali ed erbacee di luppolo, aneto e finocchio, poi polvere d’ardesia e note fruttate di susina bianca e fiori bianchi. Caldo, potente e sapido, ha un finale minerale, rotondo e persistente.

Cantina Girlan Schiava Gschleir Alte Reben 2017: Rubino scarico, limpido e lucente, è interessante nei riconoscimenti di ribes e susina rossa. In bocca è piacevolmente equilibrato con tenore tannico non invadente, media freschezza, lieve morbidezza e finale asciutto. Apparentemente semplice ha una beva ricorrente, appagante e gioiosa.

Tenuta Waldgries S. Maddalena classico Atheos 2018: Concentrato nel color rubino sprigiona sentori speziati di cardamomo e cannella e di frutta rossa tipo mirtilli e amarene mature. In bocca è caldo, teso, abbastanza fresco e con tannini levigati, che assieme alla discreta sapidità asciugano il palato, rendendo la beva succosa, piacevole ed equilibrata.

Castelfeder Lagrein Riedr 2018: Saturo e quasi austero nel color rubino, denota frutta rossa matura tipo mirtillo, gelso e more, sentori di pelo animale e sasso bagnato. Ha tannini decisi e intriganti ma mai aggressivi. Potente, sviluppa nel retronasali aromi di pepe e tostatura leggera; in bocca è scattante e muscoloso e sprigiona gioventù a ogni sorso.

Muri-Gries Tenuta Cantina Convento Lagrein Riserva Abtei Muri 2016: Già nel bicchiere si preannuncia importante, consistente e complesso. Qui la frutta rossa è matura, ricca di polpa e si accompagna con essenza speziate, sentori di tabacco e cuoio oltre a delicata speziatura e intrigante mineralità. Imponente anche l’ingresso in bocca, abbastanza morbido e tannico con intrigante retronasale di cacao e cioccolato. Un vino di lunga prospettiva nobile.


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