La cena col sake

AIS TIGULLIO E PROMONTORIO DI PORTOFINO

Il Tigullio perla della Riviera di Levante. Un bicchiere contiene i segni della nostra civiltà.

mercoledì 13 novembre

Germano Lucertini

Di fronte al mare, con ampia visione sul Golfo Tigullio e in particolare sul Monte Portofino, si trova il ristorante Il Cigno (situato in Via del Cigno n. 1 a Cavi di Lavagna), dotato di un’ampia e bella sala arredata con sobrietà e funzionalità. Il ristorante, gestito con notevole capacità professionale da  Andrea Armanino, nella serata di venerdì 8 novembre ha ospitato un evento straordinario organizzato dalla Delegazione Tigullio e Promontorio di Portofino, guidata da Sergio Garreffa col spirito intraprendente e fattivo. E’ stata offerta ai 50 partecipanti l’opportunità di conoscere il sake nel contesto di una cena (verosimilmente il primo evento di questo genere in Liguria). Per tutti la circostanza si configurava come un’esperienza innovativa, avendo solo una conoscenza approssimativa e limitata di questo prodotto e soprattutto del suo impiego. Dopo il saluto da parte di Garreffa veniva fatta una sintetica, ma esaustiva e incisiva, presentazione da parte di Stefano Albenga (dell’Azienda  Timossi di Genova importatrice di sake), che illustrava il significato del termine (“bevanda alcolica”), la preparazione del sake (ottenuto dalla fermentazione del riso con alcune varianti tecniche), la sua evoluzione (dal 1500/1600 a oggi), le varianti e il suo uso (bevanda alcolica che viene degustata a tavola dove esprime le sue caratteristiche organolettiche in abbinamento ai cibi).

Si dava il via alla cena con l’antipasto di tartara di ombrina con mandorle tostate e germogli, a cui veniva abbinato un Sake KONISHI HIYASHIBORI GOLD, che presentava all’olfatto profumi delicati e fini di tipo floreale e fruttato (fiori bianchi e frutti a polpa bianca o gialla) con note sfumate di agrumi.

A seguire si degustava il risotto con gallinella e verdurine di stagione, accompagnato da un MASUMI KARAKUCHI GOLD, un sake con sentori floreali e fruttati decisamente più rilevanti, con nota di dolcezza, e con aroma persistente (che risultava particolarmente equilibrato e gradito a molti partecipanti). Risultava altresì molto attraente la piccola bottiglia blu del prodotto.



Il secondo piatto era costituto da maialino stufato con purea di patata viola e l’accompagnamento era costituito da un KUROMATSU KENBISHI, un prodotto con colore evidente (giallo intenso), dipendente dal suo affinamento in botte, con sentori netti di noce, di vaniglia, con nota di umami e dotato di maggiore corposità rispetto ai precedenti.

Seguiva il dessert, costituito da cremoso ai tre cioccolati con salsa al fondente, abbinato a un KIKUISAMI UMESHU, un sake di colore giallo dorato (espressione anche dell’utilizzazione di prugne nel suo confezionamento) e con marcati sentori che lo facevano accostare a mandorla e amaretto.

La cena si concludeva con un’altra versione del sake, SHIRAYUKI EDO GENSHU, prodotto affinato lungamente, con marcate note olfattive e gusto-olfattive che ricordavano il caramello, il fungo porcino essiccato, il tabacco, il whisky torbato. Questo è un prodotto assimilabile a un vino da meditazione e quindi ottimamente utilizzabile fuori pasto.

Ogni portata si rivelava quindi un’esperienza, supportata da informazioni e suggerimenti di Stefano Albenga e della nostra socia Ais Rika Yamazaki, una gentile ed elegante signora giapponese, molto disponibile nell’offrire i numerosi chiarimenti che le venivano richiesti in merito a ogni prodotto presentato e degustato.

Da una rapida e sommaria valutazione dei pareri e delle impressioni dei numerosi partecipanti sono emerse alcune fondamentali considerazioni: la fine e sapiente preparazione di tutti i piatti (da attribuirsi alla maestria dello chef Andrea Campanino, senza dimenticare l’ottimo servizio), gli accostamenti dei piatti con le varie tipologie di sake (risultato di attento e competente studio di abbinamenti) e la convinzione di avere fatto un’esperienza qualificata e molto stimolante.

La serata ha certamente suscitato l’intenzione di ulteriori approfondimenti sul sake da parte di alcuni partecipanti, che potrebbero nel prossimo futuro aggiungersi al crescente numero delle persone che amano questo prodotto (dotato di 14-16 gradi alcolici e con prezzi generalmente di 25-30 euro a bottiglia).

Grazie a tutti per la bella serata.

 


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