Barbaresco. La storia, i terreni, i vini

AIS TIGULLIO E PROMONTORIO DI PORTOFINO

Il Tigullio perla della Riviera di Levante. Un bicchiere contiene i segni della nostra civiltà.

lunedì 25 marzo

Giuseppe Marini

BARBARESCO: la storia, i terreni, i vini

La Langa è terra di grandi vini, carni pregiate, tartufi bianchi, ottimi formaggi, uno dei paradisi enogastronomici più famosi al mondo. La zona di origine del Barbaresco, a pochi chilometri dalla città di Alba, è piccola: quattro Comuni, Barbaresco, Neive, Treiso e San Rocco piccola parte del comune di Alba. 700 ettari circa a Nebbiolo per un totale di 4 milioni di bottiglie annue. Sui ripidi pendii delle colline, letteralmente coperte di vigneti, si coltivano tre principali varietà: Nebbiolo, Dolcetto e Barbera. Il Nebbiolo è sempre piantato nelle posizioni migliori, dove il terreno, l'esposizione e il lavoro dell'uomo, in sinergia quasi mitica, creano la magia del Barbaresco.

Colline che guardano quelle del Roero, divise dal fiume Tanaro, incastonate tra la zona del moscato le restanti colline di Langa, Colline un tempo chiamate Barbarica Silva, che hanno visto passare imperatori romani, nobili casati e grandi personaggi, Colline che testimoniano la viticoltura da epoche antiche sino ai giorni nostri, Colline che Mauro Carosso, delegato AIS di Torino ha sapientemente illustrato nella serata organizzata dalla delegazione Tigullio – Monte di Portofino a Sestri Levante, regalando ai fortunati presenti una sorta di corso concentrato sul Barbaresco, sulla sua storia, sui suoi personaggi e soprattutto sui suoi vini.

 

 Terreni di origine Miocenica (appartiene cioè all’Era Terziaria o Cenozoico) e di formazione marina. Il suolo è costituito prevalentemente da marne calcaree, depositi sedimentari che salirono in superficie con il graduale sollevamento del fondo del mare primordiale che copriva il bacino del Po. Pur omogenea, la zona del Barbaresco si può differenziare in due parti in base ai tipi di terreno prevalenti: I terreni di Treiso, San Rocco Seno d'Elvio e Neive, a sud del centro abitato, appartengono alle "Formazioni di Lequio" (Tortoniano-Serravalliano), caratterizzate da strati di marne compatte grigie, alternati a strati di sabbia. I terreni di Barbaresco e la parte di Neive che è addossata a Barbaresco appartengono alle "Marne di Sant'Agata Fossili" (Tortoniano), caratterizzate da marne bluastre calcaree.

Attualmente si hanno 662 ettari vitati così suddivisi tra i quattro comuni: Barbaresco 233, Neive 248, Treiso 162 e Alba 37. Il Barbaresco è Doc nel 1966 e Docg dal 1980. Il disciplinare della Docg è stato modificato di recente (21 febbraio 2007).

Oltre alle tipologie Barbaresco e Barbaresco riserva, è prevista  in etichetta la menzione geografica aggiuntiva poiché  nel corso dei decenni, alcune vigne si sono distinte per la capacità di produrre uve (e vini) di particolare pregio. Fino a pochissimo tempo fa, questa distinzione era lasciata agli usi e alla tradizione orale ma dal 2007 queste MGA sono presenti in un elenco ben definito e per tutta l’area del Barbaresco sono 67.

Una vera e propria lezione magistrale quella di Mauro Carosso, che ha infine visto il suo naturale completamento nella degustazione di 7 vini.

 



CANTINA CORTESE BARBARESCO RABAJA’ 2015

Colore granato tenue con sensazioni olfattive di frutta rossa rinoscibili da subito. Elegante speziatura e ricordi terrosi su cui s’innestano note balsamiche. Potente e caldo ha tannini piacevolmente masticabili; elegante e fine è un vino giovane, ancora abbastanza equilibrato e di grande respiro temporale: finezza e sostanza.

PELISSERO BARBARESCO VANOTU 2014

Nel bicchiere esprime un tono rubino e intense note floreali di violetta, frutta sotto spirito, vaniglia e iodio. Caldo e tannico è un guizzo muscoloso, fine e appena appena pronto a regalare piacevolezza. Avvolgente e sostanzioso.

SOTTIMANO BARBARESCO COTTA’ 2014

Floreale e fruttato, elegante, non si esprime con grande intensità ma piuttosto con intrigante complessità nei ricordi ferrosi e speziati. Piacevole l’ingresso in bocca che non è invadente ma deciso grazie ai tannini non aggressivi e alla vena alcolica non esuberante. Buona persistenza, gusto ed equilibrio.

GIORDANO BARBARESCO MONTESTEFANO 2015

Un vino di solida struttura, intrigante per i ricordi di assenzio e di lampone, tabacco e pepe bianco, avvolgente e imperativo nell’incedere in bocca, piacevolissimo nel retronasale balsamico ed etereo, Un vino autorevole e potente, di sicura prospettiva e futura gioia. Grande suadenza e piacevolezza.

CA’ DEL BAIO BARBARESCO ASILI 2013

Media intensità olfattiva e buona complessità con profumi vegetali, liquirizia, confettura dolce, cannella, pepe lungo e mentolo. Muscoloso e regale ha un buon equilibrio tra i tannini e la mitigata freschezza contrapposta all’importante struttura alcolica e polifenolica. Austero e complesso

BRUNO GIACOSA BARBARESCO RABAJA’ 2013

Intrigante e complesso, avvolgente floreale ed eteree note di distillato di kirsch, poi anice stellato e accenni di chiodi di garofano, canfora e menta essiccata. Grande pulizia e grande eleganza, nobilita la bocca col suo equilibrio, la sua piacevolezza e la lunga graffiante persistenza. L’eleganza assoluta.

CASTELLO DI NEIVE BARBARESCO SANTO STEFANO 2004

Granato senza alcuna sbavatura, vivace e pulito. Subito le note di mentuccia, legno di sandalo e balsamo di pino, poi esplosione di liquirizia, viola appassita e ciliegie sotto spirito e a seguire fiori macerati e ricordi di verdure cotte, terra e pelo animale e ancora ritorni speziati di cardamomo e zenzero. Sorso pieno, morbido con tannini che lasciano la bocca pulita e vogliosa;  equilibrato, piacevole ed estremamente fine. Un vino di grande fascino e armonia.

 


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