VISITA STUDIO ALLA FABBRICA DI BOTTI GAMBA E ALLA CANTINA BRAIDA – GIACOMO BOLOGNA

AIS TIGULLIO E PROMONTORIO DI PORTOFINO

Il Tigullio perla della Riviera di Levante. Un bicchiere contiene i segni della nostra civiltà.

lunedì 4 marzo

Valentina Venuti

VISITA STUDIO ALLA FABBRICA DI BOTTI GAMBA
E ALLA CANTINA BRAIDA – GIACOMO BOLOGNA

Delegazione AIS Tigullio

27 Febbraio 2019

 

“Il legno è vivo, si muove, respira, parla: è necessario saperlo ascoltare.”

 

Chi si ricorda di quelle professioni che oggi sono scomparse, scalzate da nuove esigenze, tecnologie, dalle macchine e dal progresso? Il nostro paese è uno scrigno di antichi mestieri, come quello del mastro bottaio, prima ritenuto indispensabile tanto che ogni paese ne aveva uno, ora quasi scomparso.

L’importanza del mastro bottaio andò aumentando di pari passo con la diffusione del consumo del vino che, nel periodo tardo medievale, grazie all'impulso alla produzione dato dai monaci e al miglioramento delle tecniche di conservazione raggiunse tutte le tavole: nelle campagne era talmente diffusa l’abitudine di produrre e conservare in casa il vino destinato al consumo domestico che in sostanza ogni cascina possedeva almeno una botte.
Durante la nostra visita alla Fabbrica di Botti Gamba, mastri bottai da 7 generazioni, che vede ad oggi impegnati Eugenio Gamba con il figlio Mauro e la moglie Marilena, che ci ha illustrato il percorso attraverso il quale dall’albero si giunge alla botte, un percorso che si svolge ancora oggi pressoché immutato come una volta. Dopo aver scelto con cura gli alberi, esclusivamente rovere francese, che devono essere diritti e senza nodi, il legno viene sottoposto a una lunga e paziente stagionatura, indispensabile per ridurne l’umidità, accentuarne gli aromi migliori e disperderne le note amare e astringenti, esposto all’azione della pioggia e del sole, sollevato dal suolo per prevenire il marciume e ribaltato di tanto in tanto.
Seguono lo spacco, durante il quale le doghe vengono ottenute mediante la spaccatura del tronco seguendo la fibra del legno, la stagionatura e la tostatura che sono le lavorazioni più importanti nella costruzione di botti, tini e barrique.



Prima di lasciare l’azienda per andare a pranzo, abbiamo avuto il piacere di visitare un piccolo museo di famiglia creato con diversi attrezzi del mestiere, veri e propri cimeli di questa arte antica, che tramite sapienti allestimenti ben illustra i diversi passaggi che portano dal tronco di legno alla botte.

Dopo aver assaggiato diverse specialità della cucina del Monferrato, come il vitello tonnato, lo stracotto al vino rosso e la torta monferrina accompagnati da Grignolino e da un profumatissimo Ruchè presso la Locanda dell’Antico Ricetto, raggiungiamo la nostra meta successiva, la cantina Braida di Giacomo Bologna, a sua volta un importante cliente di Gamba.

La cantina Braida, i cui vigneti di proprietà si estendono per 56 ettari nei pressi di Asti e ospitano vitigni di Barbera ma anche di Moscato, Brachetto, Grignolino, fu fondata da Giacomo Bologna, vignaiolo illuminato che aveva ereditato dal padre non solo la vigna, ma una profonda passione per l’arte di fare vino e che ha scritto una storia importante del mondo vitivinicolo piemontese e italiano.
Oggi Giacomo è considerato in tutto il mondo come il padre della Barbera moderna di qualità e i suoi figli, Giuseppe e Raffaella, portano avanti con competenza il suo lavoro.
 


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