Esperienza Collio

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

sabato 2 marzo

Giuseppe Marini

 

Friuli è vino. Il binomio è automatico nella mente dell’estimatore, ma qual è il motivo di questo spontaneo collegamento? Quattro passi nella storia ci permettono di osservare che, dalla fondazione di Aquileia nel 181 d.C., inizia per questi territori la documentazione di una produzione enologica di elevata qualità anche se con ovvie alternanze e difficoltà varie. Parte determinante di questo binomio terreno – vino, è quella terra a forma di uncino, abbarbicata al confine sloveno chiamata Collio.

ll Collio (Cuei in friulanoBrda in sloveno) è un'area geografica collinare che si estende tra il fiume Isonzo ed il suo affluente di destra, fiume Iudrio, delimitata a sud dalla pianura friulana e a nord dalle frazioni di Mernico (Dolegna del Collio), Cobaler (Canale d'Isonzo) e Lasizze (Canale d'Isonzo), è divisa tra Italia e Slovenia. Terra da sempre di confine, terra contesa e di passaggio, ha visto il succedersi di numerose dominazioni ed è appartenuto a diversi regni e nazioni. Colonia Romana, dominio Veneziano, parte dell’impero Austro Ungarico prima e parte del Regno d’Italia poi, territorio di aspri conflitti e battaglie durante la prima guerra mondiale, ha vissuto il travaglio dell’occupazione tedesca e della contesa del suo territorio a fine seconda guerra mondiale culminato con l’assegnazione chirurgica di gran parte di esso all’ex Iugoslavia divenuta recentemente Slovenia.

Un territorio multilingue ove l’italiano e il friulano sono parlati assieme allo sloveno e dove diverse etnie e culture s’incontrano e convivono. Una terra dai multicolori che potremmo poeticamente definirla, una terra ove si realizzano l’unione tra un grande territorio, la presenza di grandi e importanti vitigni e la produzione di una grandissima uva: i tre elementi fondamentali per la produzione di grandi vini.

Il Collio è dunque una esperienza, una luogo ove c’è una magia fatta di persone che con le loro vite hanno vestito questa terra della sua cultura, con i suoi confini in movimento, con i vigneti che si arrampicano sulle colline regalandoci vini straordinari . Il Collio è un territorio in cui si ritrova l’armonia con la natura e si riscopre il tempo a misura d’uomo, scandito dagli antichi ritmi rurali. Vivere il Collio come Esperienza significa immergersi nel Collio per comprenderne storia e valori dove le tradizioni e la natura si raccontano e si svelano.

Da un punto di vista geografico si colloca sul 45° parallelo, linea enologica della perfezione,  in un’area di confine tra le Alpi Giulie e il mare adriatico e all’interno del “vigneto Friulano” si colloca tra le regioni italiane protagoniste nel panorama enologico nazionale e internazionale grazie al contributo di vari fattori. Innanzitutto si parte da un eccellente connubio di clima-vitigno-territorio, al quale si aggiunge poi l'utilizzo abbondante di vari vitigni autoctoni, alcuni dei quali vantano oltre duemila anni di storia.

Il Collio si esprime, con i suoi 1500 ettari, attraverso vini  bianchi con caratteristiche ben precise per la loro riconoscibilità. Il sapore, la struttura e gli aromi sono collocati in uno splendido equilibrio di gusto fornendo vini puliti, complessi, eleganti e capaci di evolversi nel tempo mantenendo una grande freschezza che regala a ogni sorso emozioni straordinarie.



Terza DOC italiana riconosciuta nel 1968, il territorio annovera altre 350 aziende con una produzione di oltre 6,5 milioni di bottiglie suddivise in 19 varietà più Collio Bianco e Collio Rosso.

Nella DOC Collio la produzione delle varietà antiche è suddivisa tra Friulano (15%), Ribolla Gialla (9%), Malvasia Istriana (2%), e Picolit (0.5%), mentre Pinot Grigio (29%), Sauvignon (19%), Chardonnay (9%), Merlot (7%), Cabernet Franc (4%) e Pinot Bianco (4%), sono le varietà prodotte da oltre 150 anni.

La superficie vitata ha una decisa vocazione per i vini bianchi con l’85% della produzione, lasciando il restante 15 % ai vini rossi. Il clima qui è particolarmente temperato: le alpi proteggono il territorio dai freddi venti del nord e il mare Adriatico poco distante svolge una chiara azione mitigatrice. Basti pensare che sotto l’impero austroungarico era la regione più a sud dell’impero e pertanto fonte di tutte le principali primizie, frutta e verdure in particolare che venivano massivamente trasportate a Vienna e in altre regioni. Inoltre i forti intervalli delle temperature stagionali e la ventilazione giornaliera,  creano le giuste correnti e le escursioni termiche tra giorno e notte che contribuiscono alla giusta maturazione dell’uva e sono fondamentali per lo sviluppo delle varietà aromatiche.

Se per fare un buon vino  ci vuole tempo, vi vuole ancora più tempo per fare un buon terreno. Qui il terreno agricolo si è formato in oltre 100 anni sopprattutto grazie all’evoluzione cui sono state sottoposte le rocce in oltre 50 milioni di anni. La Ponca (termine friulano per indicare un particolare tipo di Flysch) è un complesso sedimentario composto da marne e arenarie depositatesi in un ambiente marino grazie a frane e al costante frangersi dei flutti. I vari strati sovrapposti e inframezzati da materiale organico poi sottoposti a diverse compressioni e spinte tettoniche sono emersi e hanno dato vita alle dolci colline del territorio. E proprio da questo alternarsi di vari strati di terreno frammisto a conchiglie, foglie, alberi e animali marini nasce la ricchezza della Ponca, terreno sedimentario apparentemente duro e molto drenante in cui le radici  della vite si incuneano sino in profondità estraendo e raccogliendo  tutte quelle note minerali, quarzi nella maggior parte,  che caratterizzano i vini del Collio.

La serata “Collio Day”, organizzata in contemporanea in 10 città italiane dal Consorzio vini del Collio, proprio per promuovere il territorio, i vini e i prodotti gastronomici locali, si è svolta nella bella sala di palazzo Imperiale. Con la consueta professionalità e grande efficienza dalla delegazione AIS di Genova, sono stati presentati 7 vini di altrettante aziende provenienti dalle varie zone collinari o di pianura del Collio, abbinati a 3 tipologie di Montasio, tipico formaggio friulano a latte crudo.

  • Ribolla Gialla 2017 Kurtin

Veste giallo paglierino tenue, al naso è caratterizzato da una piacevole nota agrumata, cui seguono lievi cenni di frutta secca e richiami erbacei.

L’affinamento in acciaio esalta il suo carattere secco e la bella vena sapida che gli dona grande piacevolezza e lo rende perfetto per equilibrare la nota lattica del Montasio fresco.

 

  • Sauvignon 2017 Cociancig

Dalla collina di Pradis arriva questo Sauvignon dal colore giallo paglierino, dal sentore tipico di foglia di pomodoro e dagli accenni balsamici.

Elegante anche all’assaggio: la maturazione in acciaio preserva la freschezza e la sapidità che ben sostengono la struttura piena di questo vino.

 

  • Malvasia 2017 Gradis’ciutta

Colore giallo paglierino con riflessi verdolini.

Al naso si rivela nella sua tipicità, con intriganti note di agrumi, melone ed erbe aromatiche.

In bocca entra scattante e si fa ricordare a lungo, con una piacevole scia di frutta tropicale.

Eccellente con il Montasio mezzano, di cui esalta il profumo di fieno e frutta secca.

 

  • Friulano 2017 Tenuta Borgo Conventi

Il vino del territorio per eccellenza si presenta in un brillante abito giallo paglierino, con sentori di frutta a polpa gialla, fiori gialli e un elegante richiamo di mandorla che si ritrova anche in bocca, dove la delicata freschezza invita al sorso successivo.

Finale di buona lunghezza, con la tipica nota amaricante in evidenza.

 

  • Collio Bianco 2017 Cantina Produttori

Blend di Friulano Malvasia Istriana e Ribolla Gialla che splende nel bicchiere nel suo giallo paglierino con riflessi dorati.

Al naso note di fiori gialli, ananas e un accenno di spezie dato dall’affinamento in botte grande.

Al gusto rivela una buona struttura, è deciso, sapido e si sposa alla perfezione con il Montasio stagionato dalla consistenza importante e dai sentori tostati e di frutta tropicale.

 

  • Sauvignon 2015 Graunar

Giallo paglierino con riflessi dorati e buona consistenza che preannuncia un corpo deciso.

Al naso è caratterizzato dalla nota pungente di bosso, sambuco ed erbe aromatiche.

All’assaggio è fresco e snello, con piacevole chiusura sapida e gradevole equilibrio.

 

  • Pinot Grigio Riserva Mongris 2016 Marco Felluga

Giallo dorato con delicate sfumature rosate.

La lavorazione in botte grande è ben presente nelle note di vaniglia, cui fanno seguito fiori di acacia e mela golden.

Anche al gusto si rivela avvolgente, burroso, ben equilibrato da un finale sapido.

Contende al Collio Bianco il titolo di miglior partner del Montasio stagionato…una dura ma piacevolissima lotta!

 

Beppe Marini

Chiara Campora

 


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