Pinot Bianco e Pinot Nero. Una moltitudine di sfumature.

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

venerdì 26 ottobre

Nicola Garibotto

Si è  rinnovato presso la nostra Delegazione l’annuale appuntamento con il Consorzio Vini dell’Alto Adige.

Una sala gremita, Soci attenti e coinvolti  dal  Dr. Pierluigi Gorgoni (enologo, docente  ALMA, collaboratore di importanti riviste e guide nazionali), che ci ha portato alla scoperta di due vitigni, che “camminano sul filo”, per citare il funambolo Philippe Petit.

Due vitigni che in Alto Adige hanno trovato terroir, competenza e passione; il pinot nero che dopo la Borgogna, esprime in questa regione il suo carattere migliore e il pinot bianco che proprio nelle sottozone dell’ Alto Adige, ha la possibilità di mostrare particolari attitudini espressive.

La degustazione di 4 vini bianchi e di 3 vini rossi nelle loro diverse espressioni territoriali, di altitudine e vinificazione. Un confronto tra diverse zone ed annate, ha appassionato un folto pubblico, creando importanti scambi di sensazioni ed una vivace partecipazione.

 



Nel calice:

 1. Pinot Bianco 2017 Cantina Nals margred

 2. Terlano Pinot Bianco 2017 Muri-Gries Tenuta Cantina Convento

 3. Pinot Bianco Karneid 2016 Franz Gojer - Glogglhof

 4. Pinot Bianco Quitessenz 2016 Cantina Kaltern

 5. Pinot Nero Riserva Anrar 2015 Cantina Andriano

 6. Pinot Noir Trattmann 2015 Cantina Girlan

 7. Pinot Nero Riserva Exclusiv 2014 Weingut Plonerhof Tutzer Erhard &
 Schafer Herta

La mela ha costantemente accompagnato le sensazioni gustative dei pinot bianco: dalla mela verde della Val Venosta alla mela  rossa arancio, carnosa nella zona di Appiano e Caldaro, riflesso di piena territorialità.

E le varie sfaccettature che si è riuscito a cogliere. Verticalità, note gliceriche e alcolicità. Il tutto con la costante ed elegante presenza della mela, appunto.

Di grande interesse i tre  pinot nero, rappresentativi dei diversi territori, dalle rocce calcaree  dolomia di Andriano, alle sabbie alluvionali ai residui morenici del Mazzon.

Un succulento assaggio di formaggi e salumi tipici della regione, ha concluso la serata, con l’impegno e la voglia di ripeterla anche il prossimo anno.
 


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