Intervista col produttore - Gionata Cognata

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

giovedì 26 settembre

Lucia Abbondati

I VINI DI GENOVA

La Regina Bianchetta

Intervista a Gionata Cognata

Incontriamo Gionata Cognata sulla collina di Morego, alle spalle di Bolzaneto, nel periodo che precede la vendemmia.

Sono giorni frenetici, nei quali si cerca di cogliere il momento di perfetta maturazione delle uve con un occhio al meteo incerto del cielo di settembre.

E’ il 2002 quando Gionata Cognata, decide che la vita del farmacista non fa per lui.  Mette la tesi nel cassetto e fa quello che letteralmente definisce“un salto nel buio”, realizzando il suo sogno: riprendere l’attivita’ che il bisnonno, agricoltore sin dal 1917, aveva interrotto a causa della guerra.

Impossibile recuperare gli antichi vigneti di famiglia, Gionata parte da nuovi impianti di bianchetta genovese, per la produzione del Valpolcevera DOC sottozona Coronata, un vino che definisce unico, storico e soprattutto (da buon genovese)  “il nostro”.

Una scelta coraggiosa che lo ha premiato:  oggi Gionata  e’ uno dei due produttori di Valpolcevera DOC Coronata, l’unico con vigne proprie, e le sue 3000 bottiglie annue sono praticamente gia’ vendute al termine della vendemmia. Nel 2016 riceve dal Presidente della Repubblica il premio “Gran Medaglia Cangrande” destinato ai produttori benemeriti della viticoltura.



I miei vigneti sono tutti qui nella collina di Morego, che e’ particolarmente vocata per la bianchetta genovese” ci dice “Molti credono che la denominazione “Coronata” derivi dall’omonimo borgo sulle alture di Cornigliano… nulla di piu’ sbagliato: la denominazione “coronata” ha origine antichissima e deriva dalla forma di allevamento della vite. I primi documenti che attestano la coltivazione della vite a Genova sono di epoca romana  e parlano di “vitis columnatae”, ossia di vite allevata su colonne di pietra. Ancora oggi sono visibili sulle alture della citta’ pergolati di uva sorretti da  assi di legno collocate su colonnine di pietra.

La scelta del legislatore nell’istituzione della sottozona ha avuto proprio lo scopo di salvaguardare la denominazione”.

In cantina ci sono le bottiglie dell’annata 2018, che uscira’ tra poco in commercio.

Il Coronata di Gionata e’ bianchetta genovese in purezza, sebbene il disciplinare consenta una percentuale di altre uve.

Una scelta inizialmente obbligata per le dimensioni del primo vigneto; ma dalle sue parole traspare tutta la passione per il vitigno principe di Genova. “La bianchetta e’ un vitigno storico, coltivato da secoli proprio in valpolcevera, dove riesce ad esprimere il meglio di se. Un’uva sempre sottovalutata e in alcuni periodi ritenuta di bassa qualita’, mentre invece se lavorata in maniera corretta, dal vigneto alla cantina, produce vini eccezionali. Vini eleganti, mai uguali, figli dell’annata  di produzione” .

Eppure si fa ancora fatica a farli conoscere ai consumatori.

Il Coronata ha il carattere tipico dei genovesi ,che inizialmente sono chiusi  e non danno confidenza”  dice ridendo “ quando si apre una bottiglia non ci si deve aspettare di sentire subito un  ventaglio di profumi.  Bisogna lasciarlo qualche attimo nel bicchiere” E poi richiede pazienza “ E’ un errore considerarlo  un vino da bere giovane. Se invece di aprirlo subito lo si lascia invecchiare qualche anno,  si possono avere delle soddisfazioni inimmaginabili”

Della bianchetta genovese conosce bene anche i difetti: “E’ un’uva difficilissima , con il suo grappolo piccolo e serrato, e’ suscettibile al  rischio di marciumi. E poi bisogna combattere tutti gli anni per trovare un giusto compromesso tra grado alcolico e acidita’. “

Gionata ha una grande fiducia nelle prospettive della viticoltura genovese.

“Sto ampliando l’azienda. Ho preso in affitto un terreno di circa 5000 metri ,  sempre in questa collina, poco piu’ a sud, dove  proprio in questi giorni sto impiantando barbatelle  di vermentino. 

In un altro appezzamento, di oltre 2000 metri, avevo messo anche uva bosco, ma  le viti sono state completamente distrutte dai caprioli.

Ho ricominciato da capo, anche se in quel mappale dovra’ essere probabilmente costruita una strada di servizio ai lavori della gronda. Se non vi saranno variazioni al progetto perdero’ il vigneto, e non potro’ realizzare una parte dello sviluppo che avevo in mente. Ma sono fiducioso, stiamo lavorando con il Municipio perche’ questo non accada. “

Ritorna fra i filari e ricomincia a controllare i grappoli, uno per uno. Non e’ tipo da perdersi d’animo Gionata Cognata.

 

 

 

 

 

 


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