LE COLLINE DEL GAVI: crocevia di culture, paesaggi e terreni.

Le colline del Gavi sono nella parte più a sud del Piemonte, strette tra Liguria e Lombardia. Da sempre è considerata una terra famigliare per i genovesi, non solo per la sua vicinanza, ma anche per ragioni storiche e culturali. Terra feudataria di molte nobili famiglie genovesi è legata al territorio ligure anche da ragioni commerciali. Attraversate dalla via del Sale e dalla Via Postumia, queste colline diventano presto insediamento dei feudi dei nobili di Genova e mantengono ancora oggi, nei toponimi di molte cittadine, nella disposizione dei borghi, nei castelli sulle colline, nella cadenza della lingua parlata l’identità culturale che le lega alla Liguria.

Il paesaggio alterna vitigni, boschi e valli ed è la sede di una delle più rinomate DOCG grazie alla grandezza del vitigno Cortese e alla peculiarità dell’ambiente pedoclimatico. Le terre del Gavi sono rese, infatti, speciali dall’incontro tra il vento marino che soffia dal mar Ligure e i prospicenti appennini che mitigano il clima continentale con inverni freddi ed estati clade e ventilate. Altri fattori determinanti dell’ambiente pedoclimatico sono l’altitudine delle colline, l’esposizione dei pendii e la composizione del suolo.

E’ un territorio collinare, con al centro il comune di Gavi, che si estende dal versante nord dell’appennino ligure con la zona di Bosio e Cartosio, sino alle colline attorno a Novi ligure e Pasturana, confinando a sinistra con l’Ovadese con Capriata d’Orba e a destra con I colli tortonesi delimitati da Serravalle, crocevia di passaggio dalla Liguria alla pianura Piemontese ad al Monferrato.

Merita un accenno la composizione multiforme di questo territorio che alterna: 1) terre rosse, originate dalla ferrettizzazione delle ghiaie alluvionali e dai depositi argillosi nei terreni a nord di Gavi, Tassarolo e Novi Ligure, 2) un’alternanza di marne particolari che uniscono Serravalle Scrivia e San Cristoforo, note come le Marne di Sant’Agata e l’arenaria Serravaliana, molto simili a una parte dei terreni che ritroviamo nelle zone del Barolo e 3) le terre bianche di composizione argilloso calcarea, di evidente origine marina che occupano la parte meridionale della denominazione.

Autore: GIUSEPPE MARINI

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