Intervista col produttore -Andrea Bruzzone

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

martedì 10 settembre

Lucia Abbondati

I VINI DI GENOVA – LA VALORIZZAZIONE DELLA VALPOLCEVERA

Intervista ad Andrea Bruzzone.

Sono figlio di un oste della Valpolcevera, che mi portava con lui in cantina sin da quando ero piccolo. E’ cominciata  cosi la mia conoscenza del mondo  del vino , che con il tempo  e’ diventata una passione”

Inizia con queste parole il racconto di Andrea Bruzzone, che tra i ripidi filari di una splendida bianchetta in maturazione ci parla della sua Azienda, una delle prime a credere nelle potenzialita’ dei vini della Valpolcevera e a investire nel territorio genovese.

La Valpolcevera piu’ di altre ha subito le scelte industriali degli anni 70, con l’abbandono progressivo delle campagne. Andrea ci racconta dei primi anni del 900, quando le colline sopra Bolzaneto erano un unico grande vigneto, e un solo agricoltore produceva sino a 80 “some” di uva, l’antica unita’ di misura  del vino, corrispondente a 160 litri.

Con l’arrivo dell’ industria la popolazione abbandona la campagna e soprattutto la viticoltura.

Andrea Bruzzone e la sua famiglia non rinunciano e rilanciano: nel 1993 iniziano a vinificare in proprio e nel 1996 costruiscono la loro prima – e ancora oggi unica -  cantina.

I vitigni del territorio sono una scommessa vincente: nel 1996 e’ riconosciuta la IGT e nel 1999 la  DOC.

Le uve vinificate sono rigorosamente quelle previste dal disciplinare della DOC, e provengono da 5 selezionati conferitori situati a Serra Ricco’, Sant’Olcese e a Genova Fegino, nelle zone vocate per il Coronata.

 Andrea crede fermamente alla necessita’ di un solido legame tra chi produce le uve e chi vinifica e commercia il vino, in una filiera etica che consenta ai contadini di trarre beneficio da una produzione di qualita’ .

“Mi arrabbio moltissimo” dice Andrea “quando si parla dei vini della Valpolcevera come di vini che devono avere un basso prezzo. In questa zona abbiamo le stesse complessita’ produttive delle altre province liguri e analoga cura delle viti”

Per i vini della Valpolcevera occorre lavorare ancora moltissimo sulla promozione, sul marketing. Siamo molto in ritardo, soprattutto nell’ambito della ristorazione, perche’ ancora oggi i vini di Genova sono poco presenti nelle carte dei vini in abbinamento ai piatti della tradizione. Qualcosa pero’ sta cambiando: la clientela li conosce attraverso le manifestazioni, le guide, i siti, e i turisti sempre di piu’ apprezzano e richiedono il  prodotto”.

 Andrea Bruzzone produce 9000 bottiglie l’anno e tutte le tipologie della DOC Valpolcevera, “Siamo stati i primi a produrre il rosso della Valpolcevera  (ciliegiolo, in misura minore barbera e dolcetto) “ precisa Andrea “anche se  il  nostro vitigno di punta e’ la bianchetta genovese”.

La bianchetta genovese e’ certamente il vitigno autoctono piu’ caratteristico della DOC Valpolcevera, pare originario della zona di San Cipriano, una assolata collina nel Comune di serra Ricco’ anche se poi si e’ diffuso tutta la regione e in particolare nel levante ligure, dove ha preso il nome di albarola.

Un vitigno straordinario ma delicato e cagionevole, che predilige l’entroterra perche’ non ama il caldo, esuberante e difficile da contenere.



Dal 2014 l’azienda produce anche uno spumante metodo classico, lo Janua. Come e’ nata questa idea?

“Quasi per caso” ci dice Andrea “L’annata 2014 come tutti sanno fu piovosa e le uve avevano una acidita’ molto elevata. Il nostro enologo ci propose di farne una base spumante, ed e’ cosi’ che abbiamo prodotto le nostre prime 1200 bottiglie di metodo classico  a base Bianchetta, che abbiamo chiamato Janua, per dedicarlo alla nostra citta’.

Un prodotto che ha avuto un grande successo , tanto che abbiamo deciso di continuare a produrlo, ed e’ divenuto uno dei nostri vini piu’ importanti assieme al Coronata.”

La cura del km zero e’ un punto fermo della scelta produttiva di Andrea Bruzzone, che ritroviamo anche nell’ attivita’ che affianca da qualche tempo la produzione del vino: l’opificio.

“L’Opificio Clandestino degli Infusi nasce nel 2011, anche questo quasi per caso. Abbiamo trovato una antica ricetta per produrre il coronata chinato, e abbiamo deciso di sperimentare la chinatura del vino bianco, che non ci risultava nessuno avesse mai fatto. Il risultato e’ stato eccezionale. Da quel momento siamo entrati in un mondo nuovo e straordinario, quello “degli spiriti” , delle infusioni e – seguiti ovviamente da esperti – abbiamo iniziato a ricreare  tutti i prodotti della tradizione genovese: l’erba luisa, l’infuso al basilico, il limoncino”.

A quel punto siamo decollati con altre produzioni, sempre utilizzando il principio del km zero. Ad esempio il Vermouth, e’ fatto con il nostro vino e le erbe spontanee della nostra valle. “

L’ultimo prodotto messo in commercio dall’Opificio e’ il Pernambucco, realizzato con l’arancia di Finale Ligure, e sono in infusione le albicocche di S.Olcese.

 Andrea Bruzzone ha un sogno nel cassetto?

“Io sono nato cantiniere, e mi sono avvicinato nel tempo al mondo della produzione agricola, che mi coinvolge sempre di piu’. Se devo pensare a un sogno, penso a un vigneto tutto mio, naturalmente in Valpolcevera.” 

 


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