ENCRY: L’ITALIEN EN CHAMPAGNE

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

lunedì 24 giugno

Chiara Campora

Servono tanta tenacia e un pizzico di “follia” per pensare di produrre Champagne senza essere francesi…

Certo, se ti ritrovi tra la mani 3 ettari situati a Mesnil-sur-Oger, uno dei diciassette Grand Cru della AOC Champagne, nel cuore della Côte des Blancs, territorio d’elezione per lo Chardonnay, allora la tentazione di provarci diventa quasi un imperativo.

Ed è quello che è successo a Enrico Baldin che da ingegnere ambientale si è imbattuto in questo angolo di paradiso enologico e se ne è, comprensibilmente, innamorato.

Insieme alla moglie Nadia, dal 2004 ha intrapreso questa sfida, fatta di passione, ma anche di ostacoli e diffidenza e ha iniziato a produrre vini che rispecchiano in pieno il territorio unico da cui provengono, con una filosofia ben delineata.

Gli Champagne di Enrico (Encry sta per lo Champagne di Enry) si distinguono per la raffinata eleganza e il magistrale equilibrio che raggiungono già in “gioventù”: dosaggi limitati al minimo, se non del tutto eliminati, per esaltare le caratteristiche uniche che lo Chardonnay acquisisce in questo territorio.

L’uva va ascoltata, non va rovinata, ci diceva Enrico: questo è il messaggio che ci portiamo a casa dopo un viaggio ideale tra le colline di Mesnil-sur-Oger, trascinati dal suo entusiasmo e che rappresenta la sua missione, dall’inizio dell’avventura fino ad oggi, con sempre maggiore consapevolezza.

Grazie, Enrico e Nadia, per aver cercato di realizzare un sogno e per avercene regalato un pezzo.   Anzi, potremmo dire, un sorso…emozionante, elegante e sempre appagante.

Lo Champagne lo bevo quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando ho compagnia lo considero obbligatorio. Lo sorseggio quando non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco, a meno che non abbia sete.

Come sosteneva Lilly Bollinger, non serve un motivo o una qualche giustificazione per bere Champagne, meno che mai se si tratta di ottimi vini.

Come quelli degustati questa sera.

 



Champagne Brut Blanc de Blancs Grand Cru “Encry Grande Cuvée” 100% Chardonnay

Giallo paglierino vivissimo, perlage elegante e persistente. Al naso regala note di pesca, prugna, fiori bianchi, un richiamo di crosta di pane e di miele, che si riscontrano anche al palato, dove gioca sull’equilibrio tra freschezza e cremosità.  

Sorso di grande pulizia e di bella persistenza.

Sosta 42 mesi sui lieviti.

L’utilizzo di un 20% di vini di riserva gli conferisce ottima struttura e lo rende versatile e adatto a tutto pasto.

Champagne Dosage Zéro Blanc de Blancs Grand Cru “Encry Grande Cuvée”

100% Chardonnay

Abito giallo paglierino luminoso, bollicine sottili che risalgono incessantemente il bicchiere.

Al naso si presenta con un deciso tocco di uvaspina e mela verde, cui segue un richiamo di buccia di pompelmo rosa, su uno sfondo gessoso.

In bocca entra verticale, deciso, con la sua tensione citrina e spinge al sorso successivo in maniera mirabile, senza mai sfociare nell’aggressività che talvolta connota questa tipologia di spumanti.

Sosta 42 mesi sui lieviti.

Ideale con crostacei e pesce crudo.

Champagne Extra-Brut Rosé Grand Cru “Encry Grand Rosé”

95% Chardonnay + 5% Pinot Noir di Bouzy

Veste un brillante rosa salmone, perlage fine e persistente.

Fragranti richiami di ribes, lamponi, fragolina di bosco, cui fanno seguito agrumi e un lieve cenno di crosta di pane.

Il sorso è pieno, ma al contempo delicato: accarezza, senza mai colpire con eccessiva forza.

Ma si fa ricordare a lungo, con una scia sapida sul finale di assoluta piacevolezza.

36 mesi sui lieviti, vino gastronomico all’ennesima potenza, perfetto con preparazioni di pesce a base di pomodoro.

Champagne Extra-Brut Blanc de Blancs Grand Cru “Encry Grande Cuvée” Millésime 2012

100% Chardonnay

Giallo dorato intenso, con perlage elegante e duraturo.

L’olfatto è un’esplosione di sensazioni che aprono su liquirizia, erbe officinali, cedro per poi evolvere in ricordi di fieno, frutta candita e anice stellato.

Al palato è un balletto tra cremosità che avvolge e freschezza che stuzzica.

Potente, di carattere, ma sempre elegante e coerente, regala anche accenni di frutta secca, per poi chiudere con una dirompente sapidità, che lo stampa a lungo in memoria.

60 mesi sui lieviti.

Splendido con il pesce, e se lo provassimo con un carpaccio o una tartare di manzo?

 

 

 


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