La cena con l'intruso

AIS TIGULLIO E PROMONTORIO DI PORTOFINO

Il Tigullio perla della Riviera di Levante. Un bicchiere contiene i segni della nostra civiltà.

lunedì 24 giugno

Valentina Venuti

Una serata all’insegna di uno dei vini più simbolici della Liguria, il Vermentino, ospiti dell’Agriturismo La Bilaia, situato sulle colline di Lavagna. L’agriturismo gode di una posizione privilegiata, da cui lo sguardo può spaziare fino al mare, tra l’argento degli ulivi, gli orti e gli alberi da frutto; ad accoglierci due grandi tavolate allestite per la serata in terrazza sotto la pergola, dove si respirava l’aria fresca della sera - come dice anche il nome “Bilaia”, in dialetto bell’aria.

Lo chef Paolo Passano, Dottore in Scienze Gastronomiche, ci ha proposto una cucina in cui i prodotti della sua azienda e del territorio si esprimono in piatti leggeri ma saporiti, una cucina legata alla tradizione ma sapientemente rivisitata e interpretata personalmente da qualche tocco esotico: molto conosciuti sono i suoi ravioli detti "mal di schiena"  citati anche in una recensione sul Corriere della Sera, fatti a mano con cinque diverse erbette dell’azienda e una sfoglia molto sottile che permette di apprezzare maggiormente il ripieno.

Quattro i vini che sono stati abbinati dal nostro Delegato Sergio Garreffa alle proposte dello chef, ma solo tre di questi erano Vermentino e mentre il palato viaggiava tra le sensazioni vino-cibo, si è provato a capire quale vino tra i quattro proposti non rispecchiasse le caratteristiche del celebre vino ligure, che si è rivelato poi essere il primo in ordine di servizio, un Roero Arneis. L’intento della serata era quello di stimolare un confronto tra i partecipanti che hanno avuto modo di condividere le loro impressioni in un connubio tra gioco, esperienza sensoriale e degustazione.

Il primo vino, l’intruso, di un bel colore giallo paglierino vivace, con presenze di erbe aromatiche e toni di scorza di limone, coinvolgente al palato con chiusura fruttata, proveniva dall’azienda “Cascina Chicco Canale” creata da Ernesto Faccenda di professione salumiere negli anni ‘50 e portata avanti da suo figlio Ferdinando, che oggi vanta 44 ettari vitati dislocati a Vezza d'Alba, Castellinaldo e 8 ettari vitati di Monforte d'Alba nel cru prestigioso della Ginestra. L’Arneis chiamato anche Nebbiolo Bianco è un vitigno di natura basso in acidità, per cui si deve avere una perfetta cura nella vendemmia per non pregiudicarne  la sua aromaticità e tipicità.

Il secondo vino, giallo paglierino luminoso con sentori di mela e pera insieme a erbe aromatiche, timo e salvia, pieno e succoso al sorso con sfumature corrispondenti all'olfatto, appartiene ad un’azienda di Castiglione Chiavarese, dove negli anni ‘50 Daniele Pino acquistò alcuni vigneti a mezzadria. In seguito suo figlio Pino Gino, da cui il  nome della cantina, portò avanti l’azienda che oggi è condotta dai figli e che comprende i  vigneti intorno alla Abbazia del Conio fondata nel 1664 in onore della Madonna del Rosario.

A seguire il Vermentino della Cantina Lunae di Paolo Bosoni, che con il fratello nel 1966 iniziò una lunga e importante avventura nel campo della viticoltura, lavoro oggi portato avanti dalla seconda generazione; oggi possiedono più di 50 ettari vitati di proprietà, più le uve provenienti da diversi conferitori.

Il vino, giallo paglierino lucente con note di albicocca e di salsedine, si esprime in una delicata vena di mentuccia, con un buon equilibrio ed epilogo sapido.

Per concludere il Vermentino di Daniele Parma, classe 1967, entrato nella cantina del padre Giovanni Battista, fondatore della distilleria Amaretto di Portofino, nel 1986. Daniele persegue da sempre un obiettivo in cui crede fermamente, lavorare tanto in vigna per lavorare meno in cantina, per cui negli anni ‘90 decide di seguire la propria strada fondando la Ricolla con vigneti di Tolceto a San Salvatore di Cogorno e nella patria della Bianchetta a Verici. Il suo vino è di un colore giallo paglierino vivido, con un corso ampio e parietale, fiori primaverili e frutta in particolare la pesca, a cui seguono agrumi ed erbe officinali con sentori marini. Al palato è appagante con temi freschi e sapidi.

Alla prossima bellissima esperienza.

 

 

 

 




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