Le bollicine vulcaniche

Sei  vini e un unico comune denominatore per la serata condotta dall’enologo Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza di Lonigo, nell’incantevole contesto del ristorante Ai Castelli di Sestri Levante: il vulcano e i suoi terreni magmatici.

Dal Semidano al Fiano di Avellino, passando dalla Durella al Nerello Mascalese, i vitigni che nascono su questi terreni producono vini con qualità organolettiche molto diverse da quelle che potrebbero dare altre varietà di suoli, nessuno dei quali possiede una tale quantità di minerali, con una una ricchezza in sostanze aromatiche che è carattere distintivo del territorio da cui provengono.

I suoli di origine vulcanica che da Nord a Sud coprono il 30% dell’intera superficie dell’Italia, hanno genesi eterogenee: pur restando simile il contenuto in elementi - il cui costituente più rappresentativo è la silice, che incide sull’acidità del suolo, seguita da ossido di alluminio, di magnesio, di ferro, sodio e potassio - diversi sono i tempi di solidificazione.
Le manifestazioni di tipo esplosivo producono ceneri e pomici che danno luogo a suoli profondi, leggeri, senza struttura, poveri di sostanza organica, che possono però nel tempo consolidarsi e dare origine ai tufi, a loro volta degradanti in suoli sabbiosi, grossolani e minerali.
Viceversa le colate di lava raffreddate generano terreni più scuri e superficiali, dalla lenta trasformazione e ricchi di argilla. La composizione diversificata determina una reazione diversa rispetto agli stress idrici nelle annate calde: i suoli giovani ricchi di pomici aggravano il deficit d’acqua mentre quelli caratterizzati dai basalti,  sono in grado di trattenere tanta acqua quanto è il loro peso, rilasciandola pian piano.

Molto particolari sono i risultati dell’attività vulcanica sottomarina che ha interessato la formazione dei terreni del  Soave e di porfido dell’Alto Adige e della Valle di Cembra. Nell’ambiente marino pressione e temperatura riducono la fase esplosiva, il raffreddamento è brusco e la superficie di contatto del magma con l’acqua è vetrosa. Si formano i cosiddetti cuscini di lava, visibili per esempio a Soave. I frammenti di questo strato vetroso si trasformano in un materiale giallastro, argilloso, ricco di ossidi di ferro, presente in molte zone vulcaniche.

Il nostro viaggio inizia dalla Sardegna con l’assaggio di Anastasia Brut Semidano di Mogoro DOC, Cantina di Mogoro “Il Nuraghe”. Il semidano è un vitigno autoctono difficile perché poco generoso e piuttosto sensibile a problemi fitosanitari a causa della buccia sottile. Dopo un breve passaggio sul mosto a temperatura bassa e controllata, passa in autoclave dove avviene la presa di spuma. Il perlage è fine e persistente, al naso spiccano i sentori erbacei e di erbe aromatiche, in particolare di salvia e timo. In bocca rivela una bella sapidità bilanciata piacevolmente da una bella freschezza.

A seguire Lessini Durello DOC Spumante Brut “Vulcano” dell’azienda agricola Zambon, ottenuto principalmente da uve Durella (90% e 5% Garganega), la cui zona di produzione si trova esclusivamente in collina e alta collina tra Verona e Vicenza a 700 m s.l.m. nella zona più meridionale delle Alpi Venete, una zona particolarmente vocata per la viticoltura con escursioni termiche di rilievo. Il vitigno venne già citato nel Trattato di Custoza del 1623 con il nome di Durasena. Il nome è dovuto probabilmente alla durezza della buccia oppure alla durezza dell’acidità che manifesta nelle fasi iniziali della vinificazione, qualità che lo rendono adatto a rinforzare vini provenienti da altri distretti spumantistici, motivo per cui dell’intera produzione di 450 ettari, solamente 100 vengono utilizzati per la produzione in loco.
Nel bicchiere si denota un bel colore paglierino carico e un perlage persistente, al naso spiccano le note citrine ed erbacee. Un vino molto fine che, contrariamente a quanto avviene per altri spumanti, lascia intuire la sua potenzialità di espressione nel tempo e che è destinato a migliorare se conservato per almeno 2 o 3 anni.

Autore: VALENTINA VENUTI

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