Benvenuta Borgogna

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

mercoledì 24 ottobre

Una serata con Armando Castagno è una serata che resta impressa nel cuore e nella memoria, non solo perché Armando è un personaggio di profonda e vasta cultura oltre che oratore intrigante, ma perché è capace di far trasparire nelle sue presentazioni la passione e l’amore per ciò che fa. E’ un realizzatore di sogni e un cantautore di storie l’Armando: sentirlo parlare è facile, coinvolgente e divertente.

S’inizia con un’analisi di carattere generale: inquadramento della Borgogna nel contesto della Francia e quali sono le caratteristiche generali dei vini borgognoni.

L’analisi è dettagliata e precisa, tanto che anche chi non ha mai visitato la regione, non fa fatica a immaginarsela e capire come la tradizione, le scelte produttive, il rigore legislativo, ma anche la posizione geografica e la climatologia abbiano prodotto vini di un’eccellenza quasi unica.

Il resto della serata  scorre come un film avvincente, una storia che Armando racconta facendo sentire protagonista tutta la platea; le diapositive scorrono alternando le particolarità della Borgogna e dei suoi terroir, la parcellizzazione dei vari vigneti, la differenziazione delle appelation tra Bourgogne, Village, Premier Cru e Gran Cru e Castagno sembra afferrare per mano ogni ascoltatore per condurlo in un viaggio fatto non solo di vigne e territori, ma anche di arte e cultura, storia e aneddoti, descrizioni particolareggiate di luoghi e personaggi.

Sarebbe sicuramente facile raccontare di zone e appelations famose, ma ecco che Castagno sorprende tutti con la scelta di illustrare zone meno famose e  territori meno conosciuti, territori poco frequentati ma ancora ricchi di carica umana e di quell’humus culturale che tipicizza la Borgogna verace,  territori che producono vini meno famosi ma non meno interessanti e soprattutto con un buon rapporto qualità/prezzo.

L’idea di trattare la Borgogna classica, la Cote d’Or, parlando  di denominazioni meno famose si dimostra una triplice o quadruplice occasione di aggiornamento intelligente per varie ragioni: innanzitutto perché se ne parla poco non essendo nelle attenzioni dei grandi appassionati, poi perché i vini qui prodotti, spesso di grande qualità, sono reperibili sul mercato a prezzi non esorbitanti e infine perché sono vini intelligenti da cercare e conoscere.

E allora il racconto diventa visivo, un percorso dove si analizzano, per ogni zona non solo le caratteristiche e la classificazione dei vigneti, ma anche la storia e il paesaggio,  scendendo persino nei particolari aneddotici e negli incontri umani che solo un grande frequentatore e conoscitore della zona è capace di fare e raccontare, permettendo a chi lo ascolta di capire e vivere il territorio proprio come se ci fosse stato.

E tra rimandi alla storia, alla storia dell’arte e alla geologia, si arriva al momento della degustazione con una carrellata di otto vini  da altrettanti territori, dislocati lungo l’asse Nord sud delle colline Borgognone. Si parte dalla generica AOC Bourgogne Haute cotes de Nuits, per proseguite col Marsannay, il Fixin la zona di Pernad Vergeless, Baune, Saint Romain, Saint Aubin e finire col gran Cru di Ladoix Serrigny.



  • 1 AOC Bourgogne – Haute cotes de Nuits 2016 Dom. Berthaut – Gerbert:

Un vino semplice ma di rara eleganza, generoso nelle sue espressioni olfattive di frutta rossa, lamponi, fiori, ciclamino e rosa e spezie dolci; fresco, sapido e di buona persistenza, è decisamente accattivante e delizioso.

  • 2) AOC Marsannay Clos du Roi 2015 Dom Sylvain Pataille

Si avverte decisa la nota floreale che caratterizza la denominazione, seguita da sentori di e delicata speziatura cui si aggiunge un ritorno ferruginoso, un vino territoriale e sensuale nello stesso tempo grazie alle sue carezzevoli morbidezze contrapposte ai tannini ben delineati e non certamente aggressivi, complesso e ancora giovane.

  • 3) AOC Fixin 2015 En Combe du Roy Dom. Alain Jeanniard

Decisamente più austero, come il paesaggio della denominazione, con note ferrose e fumé; in bocca è ben evidente la nota alcolica, vivo nei tannini, ha un corpo strutturato, persistenza e finale balsamico.

  • 4) AOC Pernan Vergeless Premier Cru Les Vergelesses 2015 Dom. Chandon Briailles.

Una vigna e un paese per un vino con decisi sentori di ciliegia, violetta, liquirizia e ricco di una forza minerale quasi violenta che ricorda la polvere da sparo. Grandi tannini, tenore alcolico, potenza, persistenza, è strepitoso nel suo complesso, con presenza infantile tipica dell’annata e di grande territorialità.

  • 5) AOC Beaune Premier Cru Clos des Mouches  2015 Dom. Nicholas Rossignol.

Un colore intenso e cristallino, vivo sia per i freschi profumi fruttati, floreali, le note speziate e di humus, sia per la spiccata salinità. Decisamente salato e fresco, abbastanza tannico e di gran struttura.

  • 6) AOC Saint Romain 2016 Dom Alain Gras.

Profumi netti: speziatura e delicate note floreali, incenso e un fruttato esuberante. La bocca è sfiorata dalla morbidezza e stimolata dalla freschezza; gioioso e beverino, fine ed elegante, regala piacevolezza a ogni sorso.

  • 7) AOC Saint Aubin Premier Cru Derriere chez Edouard 2015 Dom. Hubert Lamy

Rubino pieno, aggraziato nei riconoscimenti fruttati e florali, un vino che racconta molto anche in bocca per la sua potenza senza essere pesante, un vino che interpreta la vocazione del Pinot nero: potenza ed eleganza racchiuse nel bicchiere.

  • 8) Aoc Ladoix – Serrigny Gran Cru Corton – Rognet 2016 Dom. Bruno Clavelier.

Esuberante nella sua eleganza olfattiva con note aggrumate di arancia sanguinella, intenso floreale con riconoscimenti di glicine e lavanda, un bel tappeto di spezie ed erbe aromatiche e accesa mineralità che promette lunghezza. Strepitoso anche in bocca, avvolgente, coinvolgente, fresco e tannico, ha un equilibrio decisamente orientato verso le durezze giovanili con sicura lunga prospettiva. Un vino che fa comprendere come della Borgogna e dei suoi vini ci si possa innamorare.

Sembra finire in un attimo la serata che  mossa da intenti divulgativi e narrativi, è stata in realtà stimolata da qualcosa di semplice: l’amore per il vino di Borgogna, terra incantevole, anacronistica eccezione nel senso del dettaglio in un mondo che si trasforma a velocità spaventosa nella direzione della sintesi, un balcone che si affaccia su un mondo unico, sinonimo di vino.


CONTENUTI CORRELATI

Tutto ha inizio da una sogno

Ais
Genova

Lunedì
Settembre

Genova invita a cena le 'ultime annate' 22 luglio 2020

Ais
Genova

Giovedì
Agosto

Vini 'assurdi' e formaggi 'assolati'

Ais
Genova

Venerdì
Luglio

La meravigliosa terra dei Khoi e dei San - I vini del Sudafrica

Ais
Genova

Lunedì
Febbraio