Capolavori Di-Vini

AIS GENOVA

L'uomo, il territorio, il tempo. Genova attraverso un calice di vino.

martedì 23 ottobre

Matteo Capurro

Champagne e Belle Époque, un binomio quasi naturale ma per nulla scontato o banale, come del resto non lo sono anche molti degli abbinamenti che il tempo o le usanze hanno fissato nel nostro immaginario o nelle nostre abitudini. Perché anche in questo caso di abbinamento si tratta: non solo cibo e vino, ma anche vino e musica, vino e danza e, perché no, vino e pittura o scultura.

È con questa premessa che si apre il primo dei quattro percorsi sensoriali di cui si compone “Capolavori Divini”, connubio tra arte e vino nella splendida e luminosa cornice dei Musei di Nervi.

Domenica 21 ottobre, l’esperto d’arte Lorenzo Seghesio di Art in Lab ed il Degustatore Ufficiale AIS Matteo Capurro ci hanno guidato nell’incontro tra il ritratto vivace e disinvolto di “Miss Bell” di Giovanni Boldini e la grande eleganza dello Champagne Tarlant Brut Reserve, sapiente assemblaggio dei tre vessilli della Regione francese: Pinot noir, Pinot meunier e Chardonnay.

E così, al di là del piacere puramente edonistico nato dal godere di un’opera d’arte intensa e di impatto emotivo sorseggiando uno Champagne di grande maturità espressiva e finezza nella sua articolazione, ci si è lasciati andare a considerazioni su come gli stimoli visivi legati alla contemplazione di un’opera d’arte possano incontrarsi, scontrarsi, fondersi e rinforzarsi reciprocamente con i profumi, gli aromi e il perlage cremoso del vino, fino a dar vita magari a vere e proprie sinestesie.

Alla fine, analogie quasi scherzosamente sono venute da sé: la sensazione quasi tattile della veste rossa di Miss Bell ha trovato rimandi nella componente materica del Pinot noir, la verticalità dello Chardonnay ha visto uno splendido parallelismo nel tratto nervoso ed energico di Boldini, mentre la morbidezza nella posa della dama ha richiamato le rotondità che solo il Pinot meunier dà all’assemblaggio. Un quadro che vive di contrasti e chiaroscuri che però si fondono in un insieme di grande impatto, così come lo Champagne, in cui le mani sapienti dello Chef de Cave riescono a unire in un insieme armonico ed elegante le distanze che sembrano separare tre vitigni di razza.

 

 

 

 

 

 




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