Il "castagnaccio" curiosità e abbinamenti

IL CASTAGNACCIO CURIOSITA' E ABBINAMENTI

Ricordi che emergono con forza: profumi eleganti che si sprigionano dal runfo' dove lo cuoceva la nonna, il dolce, la complessità dei sapori, la gioia di noi ragazzini nel contendersi una losanga tiepida in anteprima… ecco cosa mi rappresenta il castagnaccio, il dolce a base di farina di castagne frutto di una antica cultura contadina, figlio della cucina tradizionale povera.

I castagneti che abbondano specie in Piemonte, Liguria, Toscana producono la farina che è l'ingrediente principale ma nonostante ciò, non è  possibile attribuire una patria a questo dolce ne' una ricetta definitiva ed esclusiva.

Di origini remote, già nel ‘500 se ne parlava come è logico per tutti gli impasti a base di farina e acqua che, nella loro semplicità e immediatezza, hanno dato origine alle varie farinate, sfoglie, paste fresche e non, tortelli e lasagne. Ne esistono due versioni: una preparata in teglia grande o nel testo di rame in cui l’impasto si screpola in superficie e un’altra cotta in formine tonde di ferro.

Nell'800 il castagnaccio si diffuse ampiamente in tutta l'Italia settentrionale e alle semplici versioni fatte con acqua e farina di castagne, si sono via via aggiunti altri ingredienti per rendere più gustosa la ricetta come uvetta, pinoli, aghi di rosmarino, finocchietto. La leggenda narra che l’introduzione delle foglie di rosmarino nella preparazione del castagnaccio porti fortuna e che questo dolce nasconda una essenza magica: una ragazza può far innamorare di sé perdutamente un ragazzo solo facendogli assaggiare una fetta di castagnaccio.

È  un dolce particolarmente utilizzato durante la seconda guerra mondiale quando la disponibilità delle farine bianche o gialle era difficoltosa, ma che ancor oggi nelle famiglie liguri viene proposto come dolce tradizionale autunnale o invernale della domenica. Di facile esecuzione, presenta una grande complessità di sapori che vanno dalla dolcezza dovuta alla farina di castagne, allo zucchero o miele e all'uvetta, alla spaziatura e aromaticita' grazie al finocchietto, ai pinoli e al rosmarino e infine alla grassezza legata all'olio d’oliva.

Dolce semplice, tradizionale ma sostanzioso e complesso: quale dunque il giusto vino da abbinare? In questi tempi in cui è  più difficile la ricerca della materia prima ho dato uno sguardo alle bottiglie presenti in cantina e ho 3 proposte.

Autore: GIUSEPPE MARINI

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