L'ALTA LANGA in sei calici

AIS LA SPEZIA

Colli di Luni, 5 Terre, Colline di Levanto. Tre Doc che esprimono l'unicità del nostro territorio, tra mare e collina.

mercoledì 27 novembre

Anna Albertosi

Nel novembre 2017 ci fu l'invito e la promessa di ritrovarci con la nostra delegazione a La Spezia.
A due anni dalla nostra visita all'Azienda Cocchi, finalmente lunedì 18 novembre è arrivato il momento e abbiamo trascorso una serata con l'ALTA LANGA, all'insegna dell'eleganza.
Eleganza con la quale Giulio Bava, presidente del Consorzio, ci ha condotti attraverso la degustazione di sei calici nel meraviglioso mondo delle bollicine piemontesi. Il suo discorrere pacato, raffinato, ha dato la cadenza alla serata. 
Eleganza che poi abbiamo ritrovato nei bicchieri, con bollicine dal tocco un po' aristocratico, come si addice a chi proviene da un territorio che per natura e storia ha la regalità nel suo DNA.

Giulio Bava inizia a parlarci della zona di produzione facendoci viaggiare tra le affascinanti e ricche colline delle Langhe dove, ad una altezza sopra i 250 metri slm, i vigneti godono di un fantastico panorama.
Alta Langa è un territorio prima ancora che un vino. Come tutti i grandi vini ha alle spalle un territorio ricco di biodiversità. Il suo mondo non è la vigna della Langa, dove c'è una coltivazione intensa, ma sono le colline più alte intorno alla zona del Barolo, una zona molto rispettosa nei confronti della natura, dove si fa dell'uva bellissima, dove si allevano capre e pecore circondati da noccioleti.
Il terreno, fatto di terra bianca, calcarea, ricca di marne, comprende la fascia collinare delle province di Asti, Alessandria e Cuneo.
Se la produzione di questa Denominazione è contenuta, non può superare gli 11mila kg/ettaro, la sua Storia è invece molto lunga e Giulio Bava ce la racconta con una punta di orgoglio.

Il Metodo Classico italiano nasce in Piemonte nel 1800, quando l'Italia non esisteva ancora e il Piemonte apparteneva al Regno di Sardegna. Le gallerie scavate nel tufo delle colline tra il XVI e il XIX secolo, veri capolavori di ingegneria, definite "Cattedrali Sotterranee", oggi sono riconosciute Patrimonio dell'Umanità Unesco.
Il metodo classico segna l'inizio della tradizione di molte case vitivinicole come Cinzano, Gancia, Martini, Fontanafredda. Queste poi, dedicandosi ad altre realtà produttive come il Vermouth, hanno dato poca attenzione al metodo classico e si è arrivati a perderne un po’ l'identità.
Nel 1990, un pugno di produttori piemontesi decide di codificare il MC piemontese, cercando di darsi delle regole. Parte una sperimentazione fortissima che dura circa un decennio: piantando 40 ettari di vigna e producendo decine di migliaia di bottiglie solo per capire e misurare. Al termine esce il nome Alta Langa e le regole di un disciplinare.
I vini del progetto Alta Langa, usciti come Piemonte DOC, ottengono la propria DOC ufficiale nel novembre 2002 e nel 2011 la DOCG
L'impegno iniziato con un patto tra 7 aziende e un manipolo di viticoltori, diventa poi un Consorzio  che  ora comprende 35 case spumantistiche e 90 vigneron. 
Le uve utilizzate, pinot nero e chardonnay, non autoctone, esprimono il territorio usate in purezza o insieme in percentuale variabile. Due sono le tipologie di spumante: bianco o rosé, brut o pas dosè, che è esclusivamente millesimato e con un affinamento sui lieviti lunghissimo, almeno 30 mesi (in realtà sono molti di più). Questa è la vera espressione del territorio e li rende unici, vini preziosi con una longevità incredibile.

La qualità della bollicina non viene esaltata dalla singola vigna come succede per i vini rossi, ma la diversità dei vari territori si riunisce per dare la migliore espressione nella cuvée.
 

 



 

"L'Alta Langa in 6 calici per farvi assaggiare e scoprire le sue diverse espressioni".

Dopo averci introdotti in questo territorio così vocato e sorprendente arriviamo agli assaggi, che meglio di tante parole ci hanno raccontato le peculiarità di questo spumante. Giulio Bava ci presenta i calici definendo delle linee conduttrici.

Degustazione Alta Langa
Il colore, parte integrante del piacere, è un bellissimo giallo paglierino che con il tempo si accentua, fino a diventare dorato intenso. Il perlage è fine e persistente.
Al naso arriva subito lo spirito dell'Alta Langa, di quello che è il suo carattere: estrema pulizia. Troviamo profumi di fiori bianchi e note agrumate sempre eleganti, come prevede lo stile. Le caratteristiche comuni sono sicuramente la pulizia e l'eleganza dei profumi, dove non arriva mai una nota invadente di lievito o un sentore eccessivo di legno, pur essendo usato per fermentare una parte del vino.
In bocca ha una bella struttura, avvolgente, dove a prevalere è la sapidità, un carattere territoriale che dà forza.
Il calice non sorprende subito al naso con forti intensità, perché non è un vino da aperitivo, ma è un vino gastronomico e quindi ha bisogno di eleganza ed equilibrio.
Da un produttore all'altro, da un millesimo all'altro, i caratteri possono cambiare a causa di un'annata differente, ma fondamentalmente troviamo sempre degli Alta Langa che sono in equilibrio. 

Marcalberto Millesimato 2015 Brut
Blend Pinot nero e Chardonnay, affinamento 36 mesi, 12,5°

Pianbello Pianbè Millesimato 2014 Brut 
Blend Pinot nero e Chardonnay, affinamento 36 mesi, 13°
Qui il colore più intenso è dovuto all'annata 2014, una grande annata per Alta Langa. Ha più forza e più carattere, è più morbido e ha meno acidità. A confermare il fatto che Alta Langa migliora nel tempo. È più appagante.

Clavesana Mito Millesimato 2015 Brut
Chardonnay 100%, affinamento 36 mesi 
Ritroviamo sapidità e bella beva. È un po' giovane, merita di aspettare 1-2 anni per esprimersi al meglio.

Giulio Cocchi Millesimato 2012 Pas Dosè
Pinot nero 100%, affinamento  80 mesi 
Ha un colore molto giovane pur avendo 7 anni. I profumi cominciano a volgere su un sentore balsamico, mentolato.

Paolo Berutti  Millesimato 2014 Rosé Brut
Pinot nero 100%, affinamento 48 mesi 
Ha qualche asperità in più, ma molto gradevole. Il colore è quello ottenuto in vendemmia, ha poca intensità, forse in evoluzione diventerà giallo. Profumi più fruttati. 

Fontanafredda Vigna Gatinera Millesimato 2008 Riserva
Pinot nero 100%, affinamento oltre 100 mesi 
Profumi intensi e complessi. C'è un’evoluzione differente, si sente un legno ben compenetrato. Grande struttura in bocca tipica del pinot nero e ritroviamo una bella espressione di freschezza, sapidità, pulizia perfettamente riconoscibile.

I calici hanno ben rappresentato l'espressione del territorio di Alta Langa e abbiamo convenuto quanto le differenze tra loro fossero dovute solo al millesimo, trovando costante il livello qualitativo. Essendo tutti vini molto espressivi, eleganti, piacevoli e gastronomici, seguiremo il consiglio di Giulio Bava di scegliere sempre quello più vecchio, con il periodo di affinamento più lungo.
...E ci ritorna in mente, aiutati dalla memoria della nostra delegata, la sensazione di gioia, di stupore, e di piacevolezza che provammo quando Giulio Bava, durante la visita nella sua cantina, ci aprì un a bottiglia del 1993! Chapeau...


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