ASPRINIO DI AVERSA

Vini poco conosciuti

Mi piace parlare di vino, del lavoro dei vignaioli e di tutte le persone che contribuiscono a farci trovare sulle tavole una buona bottiglia che accompagni con onore i nostri piatti.

Ecco oggi voglio scrivere due parole su un vino a Genova poco conosciuto: “l’Asprinio di Aversa” il vino più alto d’Italia.
Mi capitò di sentirne parlare la prima volta da un amico, un grande protagonista della nostra bella Genova enogastronomica che sa parlare di vino e di cibo con un semplicità che ti incanta ( dall’alto della sua grande e infinita conoscenza!).
L’Asprinio, che già dal nome lascia intuire la sua personalità, è un vino bizzarro come il sistema di allevamento delle sue uve infatti, le viti crescono “avvinghiate” (maritate come si dice ad Aversa e dintorni) ai pioppi e, si innalzano a volte anche a 10 - 15 metri di altezza formando una sorta di festone tra un filare e l’altro creando così un’ambientazione alquanto “pittoresca”.
Questo sistema di allevamento viene chiamato “alberata Aversana” ed è considerato bene ambientale e culturale della zona, ed ecco perché “il vino più alto d’Italia”
In alcune zone è ancora possibile vedere la vendemmia fatta alla vecchia maniera dove abili contadini/ acrobati si arrampicano su altissime scale con enormi gerle sulle spalle.
Questo tipo di vendemmia viene ormai sostituito poco a poco da tecnologie più moderne ma, in compenso, in alcune cantine si è recuperata la tradizionale vinificazione nelle grotte scavate in profondità.
Di questo vino così raro e difficile da trovare se ne trova traccia nel 1500: si dice che Sante Lancerio il Bottigliere di Papa Paolo III (Farnese) lo procurasse al suo Padrone nelle calde sere d’estate.
Citato anche da Mario Soldati nel suo libro Vino al Vino (da leggere se non l’avete già fatto: racconta del suo viaggio attraverso l’Italia del vino e del cibo).

“Non c’è bianco al mondo così assolutamente secco come l’Asprino; nessuno…. Che grande piccolo vino e com’era difficile definirlo, trovargli fratelli, cugini, parenti anche lontani!”

E’ secco secco nella versione bianco ( 85% min uve asprinio) lascia un retrogusto piacevole di agrumi ed è semplice e dissetante; nella versione spumante (asprinio 100% ) ha una bella sapidità è fresco e ha una bella vena acida.
Tutte e due le tipologie sono da provare con il pesce ma anche come aperitivo e sono assolutamente da bersi giovani.
Lo si può trovare anche nella versione passito …. interessante e particolare da abbinare a crostacei.

La produzione è davvero minima 2000 – 2500 hl annui.

Alessandra Pocaterra
 

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