LA DRAMMATICA PESANTEZZA DI UN CALICE CHE MAI AVREMMO VOLUTO ALZARE

 

 

 

 

Il 14 agosto 2018 rimarrà per sempre una data scolpita indelebilmente nei cuori di tutti noi.


Ho volutamente atteso alcuni giorni prima di tentare di esternare un pensiero da condividere con voi, con la comunità che mi trovo a guidare, perché trovare le parole di fronte a tragedie come quella che ha colpito Genova e tutti noi, senza cadere nella retorica, è esercizio pressoché impossibile.


E probabilmente è ancora più difficile per chi come noi Sommelier è abituato a vivere e testimoniare una passione, quella per il vino e per l’enogastronomia, legata ai piaceri della vita, ai suoi momenti di felicità e spensieratezza, a territori di grande fascino come la nostra Liguria.


Felicità e spensieratezza che questa immane tragedia ha definitivamente precluso alle vittime del crollo del ponte Morandi.


Qualsiasi considerazione, giudizio o polemica volessimo fare in merito a questa triste vicenda sarebbe oggi inopportuna oltre che inutile.


Di fronte a eventi come questi credo ci si debba fermare e si debba riflettere profondamente sul valore della vita, la nostra e quella altrui.


Un valore immenso racchiuso in una esistenza, la vita appunto, la cui durata non ci è dato conoscere e che a maggior ragione a fronte di questa sua indeterminatezza varrebbe la pena vivere al meglio cancellando da ogni vocabolario e, soprattutto, dall’agire quotidiano di molte persone termini come invidia, odio, avarizia, rancore, disonestà, corruzione, ingordigia e molti altri ancora.


L’augurio che rivolgo a tutti quanti noi è quello di riuscire sempre a mantenere viva dentro di noi la consapevolezza dell’immenso valore che la vita porta con se.


Se saremo capaci di fare ciò sono certo che riusciremo anche a vivere più serenamente le nostre vite nel rispetto delle persone e dell’ambiente che ci circondano.


L’Associazione Italiana Sommelier Liguria si stringe alle famiglie delle persone che hanno perso la vita e partecipa commossa il loro dolore.


Ci stringiamo altresì a Genova e alla nostra Regione certi che tutti quanti noi saremo in grado di superare l’immane prova cui siamo stati chiamati a far fronte.


Dolore e rabbia per quanto accaduto unite a speranza e determinazione per il futuro che ci attende rappresentano l’enorme peso che rende difficile quest’oggi alzare il calice e brindare.


Personalmente, questa sera, lo alzerò ugualmente.


Non sarà facile, ma vorrà essere il mio modo per salutare quanti ci hanno lasciato, per augurare alle loro famiglie di riuscire a lenire e a convivere presto con questo immenso dolore e, in ultimo, per brindare a quell’immenso dono che è la Vita.

Alex Molinari,

Presidente A.I.S. Liguria.

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