Val Polcevera: storia del territorio ligure e del vino DOC in tre varianti

AIS

La vitivinicoltura ligure, influenzata dal mare e dal meraviglioso paesaggio che racchiude molteplici eccellenze

venerdì 22 ottobre

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La denominazione Val Polcevera risale ad un'antica Tavola bronzea del 117 a.C., citata come "Porcobera", un nome indoeuropeo composto da due voci il cui significato sarebbe "fiume portatore di trote".

La Val Polcevera è una delle principali vallate genovesi e prende il suo nome dal torrente Polcevera, uno dei due bacini fluviali che delimitano il centro storico della città di Genova da ponente a levante, per poi sfociare nel mar Ligure.

Val Polcevera è anche un prodotto vitivinicolo con Denominazione di Origine Controllata che comprende vini bianchi e rossi, prodotti in provincia di Genova, in particolar modo nel comune di Genova e in alcuni comuni limitrofi.
 

La storia della Val Polcevera e del vino DOC

Il territorio della Val Polcevera è storicamente considerata la principale via di collegamento con l'entroterra genovese e la Pianura Padana, e delimita il punto di confine tra Alpi e Apennini. Percorrendo la collina del Belvedere si trovano Forte Crocetta, Forte Tenaglia, Forte Begato e Forte Sperone, tutti collegati da una cinta muraria seicentesca che segue la cresta del monte.

Una delle principali cime del territorio è Monte Figogna, in cui sorge "La Nostra Signora della Guardia", principale santuario marino della Liguria conosciuto come luogo di culto molto amato dai genovesi, meta di pellegrinaggi e offerte votive. Oggi questa zona è suddivisa in diverse zone densamente popolate e ricche di attività industriali e commerciali.

La viticoltura nella Val Polcevera costituisce testimonianza storica antica di un territorio da sempre coltivato a stretto contatto con la vicina città di Genova che fin dal Medioevo ne costituiva il principale mercato di sbocco. Inizialmente il vino Valpolcevera veniva utilizzato come valore di scambio nelle imposte.

Dal 117 a.C. venne avviata la produzione di vino locale che accompagnerà fino ai giorni d'oggi la vita economica delle popolazioni della zona. In data 16 marzo 1999 il vino Val Polcevera ottenne il riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata per la sua storicità e rarità di prodotto.
 

La coltivazione e la produzione del Val Polcevera

La zona di produzione delle uve per la produzione dei vini DOC Val Polcevera è localizzata nella provincia di Genova, nel bacino del torrente Polcevera e dei suoi affluenti Sardorella, Secca, Ricco' e Verde.

La zona di produzione di questo vino, designato con la sottozona Coronata, comprende la parte del comune di Genova, delimitata a est dal confine della zona, a sud dal mare a ovest dal torrente Varenna e a nord dal confine amministrativo. I comuni di Genova interessati sono Sant'Olcese, Serra Riccò, Mignanego, Campomorone, Ceranesi e Mele.

Questo vino viene prodotto in zone, come la Val Polcevera, che nutrono un'antichissima vocazione vinicola. Proviene dalle colline intorno ai paesi di Coronata, Rivarolo, Murta, Fegino e Sant'Olcese. Attualmente è considerato un vino raro e lo si riesce a trovare solo localmente presso le attività di piccoli produttori.



I vini DOC Val Polcevera si ottengono dalle uve prodotte dai vigneti aventi una precisa composizione ampelografica.

Per i vini bianchi vengono utilizzati i vitigni Vermentino, Bianchetta Genovese e Albarola, da soli o congiuntamente per almeno il 60%. Possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni a bacca bianca non aromatici, riconosciuti idonei alla coltivazione nella Regione Liguria fino ad un massimo del 40%, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato, riportati nel disciplinare.

Per i vini rossi e rosati invece si utilizzano i vitigni Dolcetto, Sangiovese e Ciliegiolo, da soli o congiuntamente per almeno il 60%. Possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni a bacca nera non aromatici, anch'essi riconosciuti idonei alla coltivazione nella Regione Liguria fino ad un massimo del 40%.
 

Come degustare e abbinare il Val Polcevera

Il vino DOC Val Polcevera consta di diverse tipologie e di tre sottodenominazioni varietali. Ogni variante si distingue per le proprie caratteristiche organolettiche, senza perdere le sue eccezionali qualità e garantisce un trionfo di sapori durante la degustazione, soprattutto se abbinato con le giuste pietanze.

Il Val Polcevera bianco è un vino dal colore giallo paglierino più o meno carico, dal profumo persistente e delicato, con sentori floreali. Ha un sapore asciutto, sapido ma anche vivace. La gradazione alcolica deve essere di 8-13°C a seconda che sia Frizzante, Fermo o Passito. Ti consigliamo di degustarlo entro un anno dalla sua produzione.

Ideale è l'accompagnato con pietanze a base di verdure come antipasti leggeri, risotti con fiori di zucchina o con ortica, minestrone alla genovese, verdure ripiene. È un vino che può essere degustato anche per aperitivo.

Il Val Polcevera rosato è un vino dal colore rosato chiaro fino a rosso ciliegia, dal profumo ampio e intenso, con sentori di ciliegie e more. Il suo sapore è secco, sapido e lievemente tannico.

La gradazione alcolica deve essere pari ad un minimo 10,5% vol. La temperatura di servizio deve essere pari a 12-14°C e va accompagnato molto bene a salumi liguri, frutta come melone e fichi, gnocchi al pomodoro e basilico.

Il Val Polcevera rosso può annoverare tra le sue caratteristiche organolettiche un colore rosso rubino più o meno intenso, dal profumo lievemente vinoso e selvatico. Il suo sapore è asciutto, fresco e corposo.

La sua gradazione alcolica è pari al 10,5%. La temperatura di servizio deve essere pari a 14-17°C, a seconda che sia Novello, Frizzante o Fermo. Si accompagna in maniera ideale con salumi e formaggi poco maturi, polenta e salsiccia, spezzatini di carne di maiale, coniglio o frattaglie. Se consumato entro uno o due anni, ti darà il meglio di sé.


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