Agricoltura biodinamica

AIS

La vitivinicoltura ligure, influenzata dal mare e dal meraviglioso paesaggio che racchiude molteplici eccellenze

giovedì 29 aprile

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L'agricoltura biodinamica è un insieme di pratiche pseudoscientifiche basate su una visione spirituale ed olistica dell’azienda agricola.

Questa tipologia di agricoltura è molto di più di una semplice tecnica di coltivazione, è intesa come una vera e propria credenza e definisce uno stile di vita che mira verso un migliore equilibrio con l'ecosistema terrestre, inteso come rapporto tra natura, cosmo e uomo.

Questo approccio olistico considera come un unico sistema il suolo e la vita che si sviluppa su di esso. Ecco perché possiamo definire l’agricoltura biodinamica come una filosofia che crede nelle "energie vitali infuse nella materia inanimata".

L’azienda agricola biodinamica si prefigge l’ideale di arrivare ad essere un’unità biologica autosufficiente, dove terra, vegetazione, animali e uomini sono in perfetto equilibrio e contribuiscono l’uno al sostentamento dell’altro.
 

Le radici e la storia dell'agricoltura biodinamica

Partiamo innanzitutto dall’analisi etimologica del termine "Biodinamico":
"Bio" significa "vita", che, interpretato nel senso più ampio del termine, allude all’agire sempre nel rispetto delle leggi primordiali della vita. 

"Dyn" o dinamico, significa forza, intendendo le forze che agiscono “nelle” e “sulle” sostanze. In sintesi, biodinamico significa lavorare con le forze ed i processi della vita.

L’Agricoltura Biodinamica nasce formalmente nel 1924 a seguito di un meeting organizzato da agricoltori tedeschi, i quali invitarono Rudolf Steiner, filosofo e ricercatore con l’obbiettivo di divulgare le prime sperimentazioni relative alle emergenti problematiche dell’agricoltura chimica.
 

Agricoltura biologica o biodinamica? I rituali dell’agricoltura biodinamica

Dal punto di vista pratico la biodinamica presenta alcune somiglianze con l'agricoltura biologica, dalla quale si differenzia per il suo “credo”: l’utilizzo di particolari pratiche, tra cui alcuni “preparati” e l'attenzione verso le fasi lunari e le posizioni dei pianeti nelle costellazioni dello zodiaco.

Il profondo legame con la natura e il completo rispetto dei suoi ritmi portano, l’agricoltura biodinamica, ad abolire l’utilizzo di fertilizzanti minerali sintetici e di pesticidi chimici, e a gestire il terreno seguendo i cicli cosmici e lunari.

Il metodo biodinamico considera ogni sostanza come un binomio di materia e forza vitale: per portare la forza vitale nel terreno agricolo, sono necessari dei "preparati", che hanno l’obbiettivo di migliorare la qualità del terreno, aumentandone la quantità di humus, al fine di migliorare la qualità del raccolto.

Per ottenere i "preparati" si impiegano delle sostanze di origine naturale appositamente trattate, a base di: concime (rigorosamente naturale), polvere di quarzo, erbe, ortica, camomilla, achillea, valeriana, corteccia di quercia e dente di leone.

Prima di essere irrorati, i preparati vengono dinamizzati, diluendoli in grandi quantità d’acqua, così come si usa fare per i rimedi omeopatici.

Utilizzando accuratamente questi metodi, l'irrigazione del terreno non dovrebbe essere necessaria, ma se lo fosse, anche questa deve seguire un vero e proprio rituale (movimenti circolari, tempi definiti, ecc.).
 

Il calendario biodinamico

Steiner sosteneva che le parti in cui è suddivisibile una pianta sono essenzialmente quattro: radici, fusto e foglie, fiori, e frutti. Ad ognuna di queste parti egli ha associato uno dei quattro elementi della filosofia aristotelica (terra, acqua, aria e fuoco), secondo il seguente schema: radice – terra, foglia – acqua, fiore – aria, frutto – fuoco.

Un’altra forte sostenitrice di questo culto, Maria Thun, sosteneva inoltre che vi fosse una forte influenza tra le varie fasi dell’agricoltura e il transito della luna; da ciò deriva che: se si vuole ottenere un particolare sviluppo delle radici, occorrerà seminare quando la Luna transita nei segni di terra; per le foglie quando transita nei segni d'acqua; per i fiori quando transita nei segni d'aria; ed infine per i frutti quando transita nei segni di fuoco.

Gli obiettivi, che secondo queste pratiche, l’agricoltura biodinamica si pone sono semplici e di larghe vedute; mirano infatti tutti alla conservazione della vita, mantenendo la terra fertile ed in buona salute le piante e puntando alla qualità dei prodotti, al fine di produrre alimenti che rafforzino il metabolismo umano, per fare in modo che lo sviluppo fisico e spirituale dell’uomo avvenga in modo sano ed armonico.

Uno dei mantra di questa filosofia, sempre più attuale al giorno d’oggi, può essere racchiuso in quanto segue: con l’alimentazione non soddisfiamo semplici bisogni di ingerire energie, tradotti oggi in calorie, ma ci mettiamo in relazione con il nostro ambiente.
 

Il marchio commerciale

Il termine "agricoltura biodinamica" è divenuto un marchio commerciale detenuto dalla Demeter International, associazione che si occupa di garantire ai consumatori che cibi e prodotti agricoli etichettati come "biodinamici" provengano da produttori associati e certificati.

Tutte le aziende biodinamiche europee sono anche soggette al controllo per la conformità anche per l'agricoltura biologica poiché tutte le aziende biodinamiche sono anche biologiche. Ogni azienda agricola ha dunque un controllo aggiuntivo e una doppia certificazione: quella biologica e quella



La filosofia dei vini biodinamici

Per capire cos’è il vino biodinamico e in cosa si contraddistingue dagli altri vini, tradizionali o biologici, è importante conoscere i concetti fondamentali dell’agricoltura biodinamica; a questo punto non ci rimane altro che definire quali sono i punti d’incontro tra questo culto e l’enologia.

Attraverso le pratiche di agricoltura biodinamica le piante esprimono al meglio le loro proprietà; emerge così la completa e profonda complessità degli aromi e degli zuccheri delle uve coltivate.

Le espressioni di maturità della frutta più o meno marcate variano ovviamente anche sulla base non solo della mineralità della terra, del clima, dell’annata, del timbro e della varietà aromatica della pianta, ma anche dal grado di attenzione, cura e passione verso il processo ed il prodotto del viticoltore e dalla conoscenza del proprio territorio.

"Un approccio spirituale-etico-ecologico all'agricoltura”. Questo è ciò in cui credono i viticoltori biodinamici, adottando una serie di pratiche che vedono il vigneto biodinamico come un unico, solido organismo.

L’idea di base ruota attorno al principio di autosufficienza ecologica: un ecosistema complesso in cui ogni parte del vigneto contribuisce allo sviluppo delle altre.

La filosofia biodinamica trova in viticoltura un terreno fertile, in quanto applicata sia nelle tecniche di coltivazione, che successivamente nella vinificazione e affinamento del vino.

I principi fondamentali dell’agricoltura biodinamica applicata alla viticoltura sono i seguenti:
- mantenere il terreno fertile, stimolando le materie nutritive già presenti;
- rendere sane le piante, in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti senza l’utilizzo di composti chimici;
- produrre alimenti di alta qualità, capaci di nutrire l’organismo in modo corretto al fine di preservare la condizione naturale di equilibrio.
 

Vini da agricoltura biodinamica

Le fermentazioni dei vini sono tutte ottenute senza aggiunta di lieviti esterni, vengono rigorosamente utilizzati solo i lieviti presenti naturalmente nelle vigne.
Si tratta di vini che sono pura espressione del territorio, caratterizzati da una grande vivacità e un colore molto intenso, molto diversi per annata in quanto forte espressione dell’ambiente in cui nascono.

Il calendario vitivinicolo biodinamico è suddiviso in quattro “tipi” di giorni, ognuno dei quali rappresenta il momento ottimale per una particolare fase della crescita della vite:
- giorni di radici, ovvero i giorni ideali per una potatura;
- giorni di fiori, ovvero i giorni in cui la vigna va lasciata sola;
- giorni di frutta, ovvero i giorni migliori per la raccolta delle uve;
- giorni di foglie, ovvero le giornate perfette per innaffiare la vigna.
Non è un caso che ogni giorno del calendario biodinamico coincide con uno dei quattro elementi: Terra, Fuoco, Aria e Acqua.
 

Perché scegliere un vino biodinamico?

Per qualcuno una semplice moda, per altri una scelta di vita. Il vino non è soltanto una miscela di uva pestata, ma è qualcosa di più: è terra, è tradizione, è una filosofia di vita.

L’attenzione alla diversità; il numero di specie delle uve e delle piante è un patrimonio da preservare, privilegiando vitigni autoctoni e promuovendo la convivenza di più varietà differenti.

Il Rispetto per i ritmi naturali; capita spesso che un viticoltore biodinamico sintonizzi il proprio lavoro con le fasi lunari, segua quindi non il proprio calendario, ma quello che gli detta la natura in quello specifico momento.

Il valore della ricchezza; l’obiettivo ultimo di ogni viticoltore biodinamico è fare un vino ricco di sapore, di sostanze nutritive, di valore etico e di connessioni con il proprio territorio.

La maggiore attenzione verso culture biodinamiche deriva in parte dai consumatori stessi, alla continua ricerca di alimenti salubri e di qualità, che rispettino l’ambiente e non siano nocivi per la salute; negli ultimi anni si è sviluppato anche un maggior interesse da parte dei produttori, sempre più coinvolti nelle dinamiche ambientali e attenti ad adottare pratiche produttive che rafforzino le proprie piante; il tutto senza compromettere l’equilibrio ambientale e la biodiversità.


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