Allevamento guyot

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La vitivinicoltura ligure, influenzata dal mare e dal meraviglioso paesaggio che racchiude molteplici eccellenze

mercoledì 17 febbraio

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Il Guyot è una forma di allevamento della vite a ridotta espansione, inventato in Francia verso la metà dell’Ottocento dal francese Jules Guyot, che per primo la mise a punto.

In realtà, si ipotizza che una versione guyot  molto simile fosse già nota ed in uso presso gli antichi Romani, tanto da far chiamare questo sistema anche “alla latina”. Questo sistema di allevamento è poi stato ripreso dai viticoltori che avevano necessità particolari per la coltivazione delle proprie piante.
 

Che cos'è il sistema di allevamento Guyot

Il Guyot è un sistema di allevamento ideale per terreni siccitosi e poco fertili; infatti, è strutturato in modo da permettere un perfetto sfruttamento delle risorse del terreno da parte della vite.

La pianta con questo sistema rimane di piccole dimensioni con un fusto che può variare dai 50 ai 100 centimetri a seconda delle condizioni pedologiche e climatiche del territorio in cui si trova il vigneto. Infatti più quest’ultime saranno favorevoli, più si potrà incrementare l’altezza del fusto, accrescendo così la dimensione della vite.

Il Guyot comporta uno sviluppo moderato e ben controllato della vite, con una conseguente resa non abbondante nella produzione. Questo permette di conferire all'uva una migliore qualità, concentrando all’interno di ogni grappolo quanto il terreno sia in grado di fornire.

La sua particolare tecnica di potatura si concentra sullo sfruttamento ottimizzato delle gemme intermedie ed è quindi adatto particolarmente per vitigni che producono maggior frutti da queste gemme.

Il Guyot è un sistema di allevamento adatto sia per terreni in collina, che in pianura, dato che si presta bene a qualsiasi livello di pendenza. Nello specifico, il Guyot è anche adatto a vigneti poco freschi e di scarsa fertilità.

La semplicità della struttura portante e lo sviluppo in verticale della vite rendono il Guyot di facile meccanizzazione, sia per quanto riguarda gli interventi in verde che per la vendemmia. La potatura rimane però complessa e deve essere quindi eseguita manualmente.



La potatura Guyot

La potatura a Guyot permette di garantire un buon arieggiamento ed un’ottima esposizione delle foglie, ma richiede diversi interventi di potatura verde, ossia una potatura estiva volta a controllare la pianta ed i frutti per eliminare parti dannose originatesi durante la potatura invernale.

Con questa potatura si può intervenire sulle diverse caratteristiche di produttività della pianta che nel caso di scarsa fertilità non gemmifica in tutte le parti del tralcio, ma solo nei punti più alti che vengono mantenuti grazie alla potatura lunga di questo tipo di allevamento.

La vite a Guyot si presenta quindi con un tronco verticale tra i 50-100 cm da cui parte un ramo corto di due anni di età che porta a sua volta un tralcio di 6-12 gemme, chiamato capo a frutto, legato orizzontalmente ad un filo ed uno o due speroni sui quali sono presenti 1-3 gemme ciascuno.

Dal capo a frutto si svilupperanno i tralci da cui si otterranno i grappoli per la produzione annuale, mentre lo sperone avrà lo scopo di generare i tralci da utilizzare per l’anno seguente, da cui si ricaveranno un nuovo capo a frutto ed un nuovo sperone.

Alla fine dell’anno di produzione e prima della ripresa vegetativa della vite, si passa alla potatura. Il sistema di allevamento a Guyot è caratterizzato da tutte e tre le diverse tipologie di taglio previste dalla potatura di produzione: il taglio del passato, con il quale si rimuove il capo a frutto eccetto il primo tralcio, quello più vicino al ceppo; il taglio del presente, attraverso cui di tutti i tralci sviluppati dallo sperone, si seleziona quello più vigoroso, andando ad eliminare tutti gli altri laterali e più deboli.

Il tralcio selezionato dovrà essere spuntato in modo da lasciare solo 6-12 gemme e poi legato al primo filo del filare d’impianto. Questo diventerà il capo a frutto nell’anno seguente.

Con il taglio del futuro, il tralcio lasciato dal capo a frutto, dovrà essere spuntato lasciando su di esso solo 2-3 gemme. Questo diventerà lo sperone nell’anno seguente. Alla fine della potatura avremo la vite disposta in senso opposto a quella dell’anno precedente.


Allevamento Guyot in Liguria

La Liguria è caratterizzata da un clima mediterraneo che alterna inverni piuttosto miti ad estati fresche consentendo, grazie anche ai venti marini, una perfetta maturazione delle uve.

Nella parte più interna della regione vi è, invece, un clima continentale caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, ideali per conferire aromaticità alle uve.

Per quanto riguarda il terriotrio lungo la costa occidentale della Liguria, la vite viene coltivata su terreni calcarei che rilasciano componenti minerali, mentre nella parte orientale, il cui suolo è costituito da terreni argillosi, i vini acquisiscono struttura e morbidezza.

É quindi in base al tipo di territorio che viene scelto il sistema di allevamento più adatto, e il Guyot è senz'altro uno di quelli.

In particolare in Liguria ci sono determinate zone che impiegano questo sistema. Tra esse troviamo, nel Ponente Ligure Sarola, con vitigno Pigato e Vermentino il cui terreno è poco profondo, franco argilloso, calcareo e ricco di calcio. Conferisce finezza e profumi.

Bestagno, caratterizzata da un terreno limoso e argilloso, con vitigno Pigato, e Borgomaro. Quest'ultimo è un altro comune nel quale si applica il Guyot, con vitigno Vermentino caratterizzato da una pendenza dell'80%. Oltre a queste zone troviamo anche a Pornassio e Bordighera l'allevamento Guyot.


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