GOLFO DEL TIGULLIO

DOC RICONOSCIUTA CON DECRETO 01/09/1997 – G.U. 10/09/1997 e modificato con D.M. 22 aprile 2011


Le uve atte ad ottenere i vini a denominazione di origine controllata "Golfo del Tigullio-Portofino " o "Portofino" devono essere prodotte nella zona della provincia di Genova cosi' delimitata:
la citta' di Genova e la linea ferroviaria a scartamento ridotto Genova-Caselle, situata nel territorio del comune di Genova, sino al punto di intersezione con il territorio del comune di Sant'Oleose, a ovest;
il Mar Ligure da Genova fino al confine con la provincia di La Spezia, a sud e a sud-est;


i confini settentrionali dei comuni della provincia di Genova di:


Genova, Davagna, Lumarzo, Neirone, Favale di Malvaro, Lorsica, Orero, San Colombano Certenoli, Borzonasca, a nord;


i confini orientali dei comuni della provincia di Genova di:


Borzonasca, Mezzanego, Ne, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese e Moneglia.


Sono quindi compresi nell'area i seguenti comuni della provincia di Genova:
A) Per l'intero territorio: Avegno, Bargagli, Bogliasco, Borzonasca, Camogli, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure; Davagna, Favale di Malvaro, Lavagna, Leivi, Lumarzo, Mezzanego, Moneglia, Ne, Neirone, Orero, Pieve Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, San Colombano Certenoli, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante, Sori, Tribogna, Uscio e Zoagli;
B) Per parte del loro territorio: Genova, Lorsica, Moconesi.


Denominazione e vini

 

La denominazione e' riservata ai vini nelle seguenti tipologie:


- bianco, anche spumante, frizzante e passito; (vermentino e bianchetta genovese da soli o congiuntamente concorrono nella misura del 60%; concorrono per un massimo del 40% da soli o congiuntamente altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Liguria)


- rosso, anche nelle tipologie frizzante e novello;


- rosato, anche nella tipologia frizzante; (per le due tipologie rosso e rosato concorrono ciliegiolo e dolcetto da soli o congiuntamente per almeno il 60%; possono concorrere fino ad un massimo del 40%, da soli o congiuntamente, altri vitigni a bacca nera non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Liguria)


- bianchetta genovese, anche nella tipologia frizzante;
- vermentino, anche nella tipologia frizzante;
- ciliegiolo, anche nelle tipologie frizzante e novello;
- scimiscia' (Cimixa); (bianchetta, vermentino, ciliegiolo e cimixa devono essere ottenuti da uve provenienti dai corrispondenti vitigni per almeno l’85%; possono concorrere fino ad un massimo del 15%, da soli o congiuntamente, altri vitigni a bacca di colore analogo non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Liguria)

- moscato, anche nella tipologia passito; (devono essere ottenuti da uve provenienti dal vitigno moscato bianco per il 100%)


Tutte le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 9,5% vol. per i bianchi e di 10% vol. per i rossi e rosati con o senza indicazione del vitigno.

La specificazione della sottozona "Costa dei Fieschi" e' riservata ai vini che rispondono ai requisiti stabiliti all' allegato 1 del disciplinare di produzione; devono essere prodotte nella zona delimitata dell’intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Genova: Camogli, Chiavari, Lavagna, Moneglia, Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante e Zoagli.


- bianco, nelle tipologie spumante e passito


- rosso


- rosato


- moscato, anche nella tipologia passito


(anch’essi devono essere ottenuti nelle varie tipologie secondo i vitigni e le quantita’ percentuali tradizionali indicate sopra)


Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a denominazione di origine controllata Golfo del Tigullio – Portofino o Portofino sottozona “Costa dei Fieschi” anche con indicazione di vitigno, un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11% vol. per i bianchi e di 11,5% vol. per i rossi e rosati.


Tutte le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 9,5% vol. per i bianchi e di 10% vol. per i rossi e rosati con o senza indicazione del vitigno.


Tutta la fasciacostiera ed il primo entroterra, a levante di Genova fino al confine con la Provincia di La Spezia, corrisponde a questa denominazione, con terreni ricchi di argilla e calcare, e condizioni climatiche miti. Questo particolare ambiente pedoclimatico permette di ottenere uve in grado di dare vini piu’ strutturati, caldi e morbidi di quelli delle altre denominazioni, pur conservando le caratteristiche principali di ciascun vitigno.
In questa zona si assiste ad una certa predilezione per la vinificazione di uve a bacca bianca, anche nella tipologia Passito. E questo e’ un primo segno che ci si sta avvicinando alle Cinque Terre.
Il ciliegiolo e’ un vitigno molto diffuso anche in Toscana, spesso usato in uvaggio per vini importanti quali il Chianti, nei quali determina un colore rosso rubino intenso, buona morbidezza, acidita’ poco accentuata e tannicita’ mediamente percettibile.
A fine pasto si puo’ degustare il Moscato Dolce, ottenuto dal moscato bianco, vero outsider tra i vitigni liguri, la cui coltivazione e’ limitata ad una piccola porzione del territorio dell’Alta Valle Petronio, con epicentro nei comuni di Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese, dove viene coltivato fina dal 1600. Gradevole, fresco e fragrante, questo vino presenta note aromatiche ben definite nei profumi, e si abbina a dolci a pasta lievitata e pasticcini alla crema.
Si puo’ scegliere anche il Moscato Passito, o il Passito ottenuto da uve bianche non definite dal disciplinare, entrambi piu’ caldi e morbidi, strutturati e ricchi di profumi di frutta candita ed essiccata, da abbinare a pasticceria secca, torte di ricotta e con frutta secca.