COLLI DI LUNI

DECRETO 01/12/1995 – G.U. 01/02/1996 – HA SOSTITUITO IL DPR 14/06/1989


Zona di produzione: comprende i comuni di Ameglia, Arcola, Beverino, Bolano, Calice al Cornoviglio, Castelnuovo Magra, Follo, La Spezia, Lerici, Ortonovo, Ricco’ del Golfo, Santo Stefano di Magra, Sarzana e Vezzano Ligure, in provincia di La Spezia; i comuni di Aulla, Fosdinovo e Podenzana, in quella di Massa Carrara


Vini e vitigni


- bianco (vermentino min. 35%; trebbiano toscano 25-40%; ammessi altri max. 30%


- vermentino (vermentino min. 90%)


- rosso (sangiovese 60-70%; canaiolo e/o pollera nera e/o ciliegiolo nero min. 15%; ammessi altri max. 25% -cabernet max. 10%-)


In questa denominazione a stretto contatto con la Toscana, il vitigno bianco di maggior importanza e’ il vermentino, anche se e’ chiara l’influenza del trebbiano toscano nel Bianco e, nei vini rossi, quella di vitigni come il sangiovese, il ciliegiolo e il canaiolo.
E’ forse questa la vera terra di elezione del vermentino che, grazie anche a pratiche di maturazione un po’ piu’ prolungate, e’ in grado di dare vini di un bel colore giallo paglierino, un profumo intenso e fruttato con chiari riconoscimenti di timo e basilico, un gusto secco e dotato di buona struttura, freschezza e sapidita’, che si abbina molto bene con fritture di pesce e verdure, pesci al forno con le erbe aromatiche.
Il Colli di Luni Bianco e’ un vino ancora poco caratterizzato ed esile, ottenuto da vermentino, trebbiano toscano e malvasia, con chiari riferimenti organolettici a quelli della vicinissima Toscana.
Il Colli di Luni Rosso, pur con i limiti di una produzione ridotta e quindi di difficile reperibilita’, ha buone doti di struttura. Nelle annate migliori e nel tipo Riserva puo’ affinare a lungo, arricchendo i propri profumi fruttati e floreali con sentori leggermente speziati. Si possono inoltre percepire ricordi erbacei dovuti all’inserimento, sulla base del collaudato sangiovese, di cabernet, vitigno che con il merlot e’ stato introdotto gia’ in epoca precedente l’avvento della filossera, prima della dilagante “sperimentazione” in tutta la penisola. Buona struttura ed equilibrio sono le doti principali di questo vino, che lo rendono ottimo accanto a primi piatti con ragu’ di carne, salsiccia al forno con patate, coniglio alla cacciatora e trippa alla carrarina.