CINQUE TERRE E CINQUE TERRE SCIACCHETRÀ

DOC RICONOSCIUTA CON D.P.R. 29/05/1973 – G.U. 23/08/1973 – MODIFICA CON D.M. DEL 14/10/1989 – G.U. 31/10/1989 E DECRETO 06/09/1999 – G.U. 17/09/1999

 

Zona di produzione: comprende interamente i comuni di Monterosso al Mare, Riomaggiore, Vernazza e parte del territorio del comune di La Spezia, denominato “Tramonti di Biassa” e “Tramonti di Campiglia”, in provincia di La Spezia.

 

Sottozone COSTA DI SERA, COSTA DE CAMPU e COSTA DA POSA: sono comprese nel comune di Riomaggiore.

 

Vini e vitigni
- bianco (bosco min. 40%; albarola e/o vermentino max. 40%; ammessi altri max 20%)
- sciacchetra’ (bosco min. 40%; albarola e/o vermentino max. 40%; ammessi altri max. 20%) – anche nella tipologia RISERVA

 

Sottozone
Costa de sera (vitigni presenti nell’area delimitata)
Costa de campu (vitigni presenti nell’area delimitata)
Costa da posa (vitigni presenti nell’area delimitata)

 

Nella provincia di La Spezia si produce piu’ del 50% dei vini liguri, e il piu’ famosa e’ il Cinque Terre, uno dei pochi vini di questa regione prodotto da uvaggio, rispetto alla tendenza generale di preferire vinificazioni monovitigno. Il bosco e’ il vitigno predominante, di buona vigoria e in grado di dare soprattutto struttura, il vermentino regala principalmente i profumi, e l’albarola, spesso confuso in passato con la bianchetta genovese, apporta acidita’ e freschezza.
Piccoli paesi su una costa che scende a picco sul mare sono contornati da terrazze di terra mista a sassi, in un territorio dave nasce un prodotto veramente raro, lo Sciacchetra’. Vino prodotto solo nelle annate particolari, quando il calore del sole fa “arrossire” le bucce degli acini di bosco, albarola e vermentino, con colori intensi che ritroviamo, dopo molti anni, nel bicchiere da degustazione.
Le uve vengono di solito vendemmiate a mano, con ceste, verso la terza decade di settembre, e dopo l’appassimento al coperto, su graticci al riparo dell’azione diretta del sole, si procede con la fermentazione in caratelli, piccole botti di castagno. Successivamente, il vino viene posto a riposare per almeno tre anni, in modo che possa perfezionare quelle doti meravigliose che la natura aveva gia’ messo a disposizione. Quando il tempo ha concluso il suo lavoro, in botte e in bottiglia, il vino appare di un colore giallo dorato che tende all’ambrato, con intensi profumi speziati e di frutta secca con la mandorla, ed essiccata come l’albicocca. Amabile o dolce, caldo, vellutato, strutturato e decisamente sapido, ha una buona persistenza gusto-olfattiva, che lo rende molto gradevole con il classico pandolce genovese, altri dolci secchi della regione e anche con formaggi stagionati.
Gli altri vini delle Cinque Terre sono in genere di colore giallo paglierino con riflessi verdolini e dotati di profumi delicati. Secchi, freschi e abbastanza sapidi, non molto ricchi ne’ in struttura ne’ in alcol, sono perfetti con insalate di funghi, pollo al limone, vitello all’all’uccelletto e, ovviamente, per un pasto a base di pesce, purche’ preparato in modo semplice, tale da far risaltare i profumi del mare.