PORNASSIO O ORMEASCO DI PORNASSIO

DOC RICONOSCIUTA CON DECRETO 16/09/2003 – G.U. 25/09/2003


Zona di produzione:


Comprende i comuni di Aquila di Arroscia, Armo, Borghetto d’Arroscia, Montegrosso Pian di Latte, Pieve di Teco, Ranzo, Rezzo, Vessalico; per il solo versante tirrenico, Cosio di Arroscia, Mendatica, Pornassio, in Valle Arroscia, Molini di Triora in Valle Argentina, e la parte di Cesio ricadente in valle Arroscia, tutti in provincia di Imperia.


Vitigni: ormeasco o dolcetto minimo 95%


Tipologie:


Rosso (alcol 11% - affinamento 4 mesi)


Rosso Superiore (alcol 12.5% - affinamento 12 mesi)


Sciac-tra’ (rosato) (alcol 10.5% - affinamento 4 mesi)


Passito (alcol 16.5% -> min. 15% svoltoaffinamento 14 mesi)


Passito liquoroso (alcol 18% -> min. 16% svoltoaffinamento 14 mesi)


Questa DOC intende dare una forte caratterizzazione territoriale al vino che nasce dal vitigno dolcetto a raspo verde, chiamato aormeasco, portato in zona dai Marchesi di Clavesana circa sette secoli fa.


L’Ormeasco rosso e’ un tipico vino di “montagna”, rispetto al cugino piemontese (il Dolcetto). Il suo colore e’ rosso rubino intenso con riflessi granato, il profumo e’ fruttato, floreale e speziato, con nitidi sentori di ribes, viola mammola, vaniglia e pepe nero.


Al gusto e’ secco, spesso fresco, solo leggermente tannico, di media struttura e alcolicita’, con discrete note morbide, finale di buona persistenza e accarezzato da una vena amarognola, ideale con agnolotti al sugo di carne e polenta, trippa in umido, cima ripiena alla genovese e spezzatino di maiale.


Il Rosso Superiore si esprime al meglio dopo due o tre anni di evoluzione e si abbina a piatti piu’ ricchi, come il piccione ripieno, il coniglio in umido con vino rosso, gli stecchi (spiedini di carne e funghi) e i colombacci alla pancetta.


L’Ormeasco, che trova il suo habitat nautrale nell’alta valle d’Arroscia fino a 800-900 m, e’ un vitigno versatile, perche’ e’ anche adatto a essere vinificato in rosato, per ottenere il fruttato Sciac-tra’, che si abbina con il polpettone alla genovese e lo spezzatino con patate e zucchine. E attenzione a non confondere questo Sciac-tra’, la cui definizione si rifa’ ad una etimologia tradizionale, con lo Sciacchetra’ delle Cinque Terre, vino con caratteristiche completamente diverse.