CRESCE LA FAMIGLIA DEI SOMMELIER

La tradizionale visita da Berlucchi per la consegna dei diplomi ai nuovi sommelier.
Un' occasione irripetibile che corona festosamente il percorso dei tre livelli di corso.

 

 

Ogni progetto nasce da un pensiero, si sviluppa nell'azione e si celebra nel risultato. Lo sanno bene i nuovi sommelier AIS che, magari dopo lunghe cogitazioni, si iscrivono a un corso di primo livello, spesso inconsapevoli del fatto che non si tratti di un semplice corso, bensì di un nuovo modo di approcciare il mondo del vino e, in molti casi, il proprio stile di vita.
La passione si sviluppa lezione dopo lezione, con gli amici consolidati o con quelli trovati in aula, e poi alle cene, alle degustazioni ai viaggi studio o semplicemente davanti a un buon calice tutto da scoprire e da raccontare.
Nella maggioranza degli aspiranti sommelier la consapevolezza progressivamente acquisita alimenta la fame, più opportunamente la sete, di nuova conoscenza che fa correre mentalmente ai passi futuri, che si tratti di nuove aree produttive, nuovi vitigni o addirittura il livello di corso successivo.
L'azione, quella del progetto, richiama alla fanciullesca voglia di crescere, all'anticipare i tempi, le date, le informazioni e improvvisamente si esprime nell'esame di terzo livello.
Ansie da "notte prima" ripassi e confronti, un calice da commentare con gli amici e i compagni di corso, fino alla gioia dei risultati, all'orgoglio di poter appuntare il tastevin al bavero, di sentirsi parte di una famiglia nuova, grande.
Ora la prospettiva è cambiata, il noviziato è finito o forse è appena iniziato, ma è tutto diverso, il senso di appartenenza è cambiato, si può pensare alla taglia della divisa, nuova o realizzata con la giacca blu che era già nell'armadio, ma che ora si può arricchire del gagliardetto.
Così come è stato con il primo livello di corso, nemmeno la celebrazione è prevedibile. Il nome Berlucchi ha il suo peso nell'immaginario collettivo, ma quello che si incontra scendendo dal bus in quel di Corte Franca è molto di più. C'è poi una persona che attende i neo diplomati sommelier sull'uscio dell'azienda, lo chaperon che li guiderà dentro la "pancia" di quella enorme balena che è la cantina, raccontando i suoi tesori e la sua storia. Non sono stati in molti ad avere questo ruolo, forse perché è così delicato e richiede delle doti non comuni: oggi si chiama Marcello Avigo e se solo si potesse immaginare un paragone, potrebbe essere un enoico Willy Wonka, pronto ad accogliere chi ha il proprio foglio dorato, trovato non nella stecca di cioccolata ma sui banchi dei tre livelli di corso.
Anche nella tornata di giugno 2018 si è ripetuto il rito della consegna dei diplomi per nuovi 29 sommelier, il corso di Savona più due neodiplomati nelle delegazioni del Tigullio e di Imperia.
Un rito che va oltre alle apparenze, ma che lascia in ogni persona che l'ha vissuto uno spazio indelebile, un mix di emozioni e conoscenza. Un mattone in più per la casa della propria cultura, non solo vinicola, molto altro.
Avigo/Wonka ormai è Marcello/Willy per tutti, le foto i selfie, il pranzo, tutto è unico, come è stato unico per chi lo ha vissuto prima e per chi lo vivrà dopo: è la consegna dei diplomi.
Nessuno ha vinto la fabbrica di cioccolato, anzi di bollicine, ma la gioia resta intatta e sulla via del ritorno si consolida, sedimenta con la consapevolezza di aver aperto una porta nuova, verso un nuovo sentiero, lungo, infinito forse, ma tutto da percorrere. 

PA

 

Si sono diplomati:

Accame Laura
Airaldi Paolo
Amadori Carlo
Bagozzi Christian
Bertolotto Filippo
Clerace Alessandra
Corda Giacomo
Ferro Andrea
Fiaschi Pietro
Gamba Maria
Gerbino Manuela
Gonzaga Da Rosa Michele
Guido Gabriele
Leone Dario
Moisuc Oana Daniela
Navone Alessandro
Pani Mirko
Perotti Francesco
Rovere Riccardo
Savastano Fabio
Scotto Federico
Scotto Francesca
Taranto Angelo
Tavernelli Andrea
Tuveri Luca
Uva Sabrina
Vanderleine Duarte
Vena Sabina
Venturino Claudia