IL GIGLIO DI BYRON E LA BIANCHETTA...

C' era una volta, così iniziano tutte le fiabe e le cose che vanno perdendosi...

..un vigneto ormai dimenticato di albarola detto anche bianchetta nella "piana grande" di Cavi Borgo.


La vite, si sa, è allo stato selvatico una pianta lianosa e si arrampicava sugli alberi di ulivo che allora non si potavano bassi e l' uva maturava solo ad un altezza di 13- 15 metri, diventava di un bel giallo dorato e a detta di un amico un cavese doc era buonissima..


Il vigneto era il più vicino alla spiaggia di Cavi, facendo il bagno nella spiaggetta sottostante lo potevi quasi abbracciare con lo sguardo.


Altra particolarità e rarità sulla stessa spiaggia nasce un fiore, un giglio marino bianco che si dice addirittura fu lo stesso Byron a piantare per la prima volta.


E' un fiore bianco, semplice ma bellissimo, effimero, il vino che vorrei abbinare è una Golfo del Tigullio bianchetta genovese di Pino Gino, di un bel paglierino con riflessi verdolini, semplice con un piacevole equilibrio e freschi profumi di mela ed erbe aromatiche.

Liliana Pecis

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